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Scuola, è emergenza in Puglia: 125 istituti guidati da presidi part – time

Pubblicato da: redazione | Dom, 10 Giugno 2018 - 13:00
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“Nel nuovo contratto dei dirigenti scolastici dovranno prevedere, almeno qui al Sud e in Puglia, il dono dell’ubiquità per compensare le carenze di un sistema ormai insostenibile”. A parlare è  Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia, che denuncia la difficile condizione delle reggenze degli istituti pugliesi per il prossimo anno scolastico.

“Le scuole funzionanti in Puglia, nell’anno scolastico che scatterà a settembre, saranno 656 di cui 38 sottodimensionate al parametro dei 600 alunni – spiega –  Pertanto, agli 87 posti già vacanti si andranno ad aggiungere le 38 scuole sottodimensionate, per un totale di 125 scuole gestite con presidi part time, ovvero impegnati su due scuole. Ancora una volta a farne le spese sarà la qualità dell’offerta didattica e il regolare funzionamento delle scuole, che tra dirigenti che saranno costretti a sdoppiarsi, peraltro dovendo far ricorso a continui spostamenti che ne mettono a repentaglio l’incolumità fisica e la sicurezza, e personale Ata in deficit conclamato di circa 500 unità, sarà più che incerto”.

Verga sottolinea, inoltre, che “non ci potranno essere nuove assunzioni per esaurimento della graduatoria e siamo in clamoroso ritardo per l’espletamento del concorso. E’ inutile nascondersi dietro un dito: siamo in emergenza, ma qualcuno fa finta di non accorgersene. La mole di lavoro e le responsabilità, in particolare dei dirigenti scolastici, aumentano mentre le assunzioni e il personale a disposizione diminuisce o è soggetto a condizioni di evidente precariato. Ci auguriamo, anzi facciamo appello al nuovo Ministro dell’Istruzione affinché intervenga direttamente per restituire dignità alla Scuola meridionale e pugliese e ai suoi lavoratori, mettendo fine alla politica scellerata dei tagli scriteriati e condividendo – conclude –  finalmente con le parti sociali un percorso virtuoso che punti sulla qualità di un servizio vitale per il futuro del Paese e delle nuove generazioni, l’unico che può accorciare la forbice del divario tra Nord e Mezzogiorno”.

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