Il presidente del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì ha abbandonato i lavori della conferenza permanente in Corte d’Appello indetta in mattinata per un confronto sulle modalità di un possibile trasloco della Giustizia penale verso immobili di via Brigata Bari e Modugno: “Nutro massimo rispetto nei confronti dei magistrati che compongono la Conferenza, organismo però senza potere e senza risorse indotto a dare seguito agli orientamenti, quanto mai improvvidi, che evidentemente stanno provenendo dal Ministero della Giustizia – spiega Stefanì -. Ho manifestato al tavolo il mio forte disagio nel partecipare, peraltro in qualità di semplice invitato qual è l’Ordine degli Avvocati di Bari, a una riunione meramente tecnica su soluzioni estemporanee e inadeguate, buone solo per nascondere la polvere (o le tende?) sotto il tappeto. Ho, dunque, preferito partecipare all’assemblea indetta dai colleghi penalisti – prosegue -, insieme ai quali continuiamo la battaglia contro l’ulteriore frazionamento degli uffici giudiziari in otto sedi, sostenendo, al contrario, la necessità di una decretazione d’urgenza per individuare e requisire quanto prima un immobile in città adeguato alle necessità degli operatori della giustizia e dei cittadini. D’altronde, siamo in una situazione simile a una calamità naturale con la sicurezza nazionale messa a repentaglio dalla paralisi della giustizia penale in un territorio sensibile come quello barese”.

E all’astensione proclamata oggi a Bari dall’Unione delle Camere Penali, per i giorni 25, 26 e 27 giugno, aderiranno gli avvocati baresi e di tutta Italia.

“È una vergogna nazionale – conferma il presidente dell’organismo Congressuale Forense Antonio Rosa in visita a Bari -, un problema che si è cristallizzato a Bari ma che è solo la punta dell’iceberg di una concreta disaffezione dello Stato verso i servizi della giustizia. Bisogna dare una risposta unitaria da parte di tutti gli avvocati e, per questo, il nostro organismo proporrà in assemblea di aderire all’astensione programmata dalle Camere penali. Al governo chiediamo di ascoltare con attenzione le istanze provenienti da avvocati, magistrati e personale amministrativo di Bari perché le soluzioni frammentate sul territorio e di breve periodo sono foriere di ulteriori disfunzioni. Si affronti il problema con coraggio, mettendo mano al portafoglio dello Stato per trovare una soluzione definitiva”.

“Bene l’astensione proclamata dalle Camere Penali – aggiunge il segretario dell’Organismo Congressuale Forense Giovanni Malinconico – ma è necessario fare anche altro, sia a livello governativo che manifestando qui a Bari. L’alternativa alle tende può essere solo un ufficio giudiziario decente che consenta lo svolgimento della giustizia al centro della città; una soluzione inadeguata che permetta di togliere le tende significherebbe solo eliminare il problema dalla scrivania del funzionario ministeriale che se ne sta occupando, facendo dimenticare il caso per i prossimi anni”.

 

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