Medici e personale sanitario del Di Venere si sono incatenati all’esterno dell’ospedale al quartiere Carbonara per protestare contro le numerose criticità irrisolte da mesi: ferri chirurgici lavati a mano a causa del malfunzionamento dei macchinari, autoclave ferma da più di un anno, varchi d’accesso senza controlli e videosorveglianza, presenza di specialisti in sala operatoria fuori controllo, carichi di lavoro eccessivi, furti negli armadietti e delle auto parcheggiate.

“Pazienti e medici meriterebbero più dignità e rispetto, chiediamo l’intervento della magistratura e delle istituzioni locali”, spiega nel video Nicola Brescia, Segretario Generale dell’Usppi che rivolge l’ennesimo appello alla direzione medica del nosocomio barese.

“La mobilitazione del personale è scellerata, il rischio è notevole”, ha aggiunto il cardiologo Francesco Morisco. “Si verificano infiltrazioni della malavita, anche ai danni dei degenti. Nessuno ci ascolta”, ha concluso il radiologo Paolo Caradonna Moscatelli.

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