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Omicidio Ciocanaru a Barletta, fermato un connazionale: avevano litigato il giorno prima

Pubblicato da: redazione | Mar, 19 Giugno 2018 - 10:00
foto polfer-ancona--2

Si chiama Constantin Manolache, 38 anni, romeno, con precedenti penali per reati contro la persona. E’ lui l’indiziato numero uno per il delitto del connazionale Costel Ciocanaru, avvenuto ieri a Barletta. E’ stato fermato su un treno regionale per Foggia. Nel bagaglio in suo possesso sono state ritrovate una maglietta, delle scarpe ed un paio di forbici, tutte macchiate di sangue. Il provvedimento di fermo di indiziato di delitto è stato emesso dal pm del Tribunale di Trani, Silvia Curione.

Alle 4.50 di ieri nei pressi del “vecchio ospedale” di Barletta distante circa 500 metri dalla stazione ferroviaria, Ciocanaru era stato aggredito da un suo connazionale che con una forbice lo aveva colpito al collo, causandone il decesso. Le immediate indagini, condotte dai poliziotti del commissariato di Barletta insieme alla Squadra mobile di Bari, hanno consentito di raccogliere elementi rilevanti per giungere in poche ore all’identificazione del responsabile a alla sua probabile via di fuga, diramando immediate ricerche.

Intuendo che l’autore dell’omicidio si fosse dato alla fuga con il treno regionale delle 7.20 in direzione Foggia, i poliziotti hanno infatti allertato i colleghi della Polizia Ferroviaria: all’arrivo del treno a Foggia gli agenti della Sezione Polfer di Foggia hanno effettuato uno specifico controllo sui passeggeri in discesa dal convoglio, individuando il ricercato grazie alle precise indicazioni ricevute. All’identificazione si è giunti grazie alle testimonianze raccolte e alla visione delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza ubicate nei pressi di un circolo ricreativo, che hanno documentato che, nel pomeriggio precedente, tra i due rumeni c’era stata una violenta lite per futili motivi.

Condotto ieri pomeriggio negli uffici del commissariato di Barletta ed interrogato dal pm alla presenza del suo legale, Manolache avrebbe ammesso le sue responsabilità. E’ scattato allora l’emissione del provvedimento di fermo per l’uomo, che si trova ora in carcere a Trani.

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