ore 19.30

Oltre 5 mila tifosi del Bari sono tornati quest pomeriggio a colorare la curva Nord del vecchio stadio della Vittoria per l’incontro col sindaco Antonio Decaro. Tema dell’assemblea sugli spalti: decidere insieme il futuro del calcio nel capoluogo pugliese dopo la mancata iscrizione al campionato di serie B. La palla, infatti, da oggi e nelle mani del sindaco, che ha dieci giorni per consegnare il titolo sportivo a un nuovo sodalizio in grado di far rotolare ancora il pallone in riva all’Adriatico.

“Il calcio non morirà mai, custodiamo la squadra come la cattedrale, come la basilica di San Nicola, come il Teatro Petruzzelli” ha urlato al termine dell’incontro Decaro tra applausi e cori dei tifosi, dopo aver illustrato le proposte in campo e aver ascoltato gli interventi di una ventina di tifosi (avevano 5 minuti a testa a disposizione per parlare). Entrare a far parte della nuova società, ricerca di un sodalizio trasparente e solido, rispetto per i colori biancorossi e i loro tifosi, il ritorno allo stadio della Vittoria e tentare il ripescaggio in Lega Pro sono alcuni dei punti cardine promossi dai tifosi. Proposte che dovranno pervenire per iscritto al Comune attraverso l’indirizzo email baricalcio@comune.bari.it, che saranno pubblicate sul sito web dell’amministrazione e discusse.

Sulla questione stadio, l’assessore comunale allo Sport, Pietro Petruzzelli, ha ribadito quanto sostenuto i giorni scorsi attraverso Borderline24, cioè l’impossibilità del trasferimento dal San Nicola al vecchio della Vittoria: “Tra posizionamento telecamere, tornelli, rifacimento del manto erboso ecc servirebbe investire oltre 700 mila euro entro settembre. Dobbiamo escludere questa ipotesi”

 

Sono quasi cento i tifosi che si sono prenotati ad intervenire all’incontro convocato per oggi pomeriggio dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, nella curva nord dello stadio della Vittoria, incontro che Borderline24 seguirà in diretta facebook. Altri ottanta hanno inviato al Comune contributi scritti, che nelle prossime ore saranno pubblicati sul sito del Comune. Tutti coloro che hanno chiesto di parlare oggi pomeriggio stanno ricevendo un mail di risposta per conferma, tenuto conto che per questioni di tempo, potrà intervenire una trentina di persone in totale. “L’incontro di oggi – ha detto Decaro – serve per ascoltare il tifo organizzato ma anche tutti gli altri tifosi, i cittadini, perché rispetto a prima oggi ho una responsabilità in più: dover gestire io il titolo sportivo e affidarlo ad una società che sia solida economicamente e che rispetti alcuni pilastri, primo fra tutti la trasparenza”. Ieri il sindaco ha chiesto alla Figc una deroga che consenta alla squadra di disputare il campionato di serie C. “Siamo capoluogo di regione, siamo una città metropolitana, la quinta in Italia, con un milione 200 mila cittadini, abbiamo una storia calcistica ultracentenaria e negli ultimi 90 anni abbiamo ottenuto risultati straordinari dal punto di vista sportivo e abbiamo la sesta tifoseria d’Italia: credo ci siano tutti gli elementi, nel caso in cui non si completi il numero delle squadre, di poter chiedere una deroga e poter giocare in serie C. Se non sarà possibile – ha concluso Decaro – ripartiremo dalla serie D e sosterremo la squadra nella stessa maniera”. (foto copertina tratta da Sport People)

ore 14.30

Nuova iniziativa dei tifosi del Bari dopo la mancata iscrizione del club alla B: i Bulldog, insieme ai Seguaci della Nord, hanno fatto un appello alla piazza sportiva affinché vengano esposti sui balconi drappi e vessilli biancorossi. Questo il testo diffuso dai tifosi sui social: “Il barese non muore mai, il barese accusa il colpo ma si rialza sempre. La nostra città i nostri colori non moriranno mai. Tappezziamo la città dei nostri colori, ad ogni balcone ad ogni finestra in qualunque posto della vostra casa sia visibile, una bandiera una sciarpa, qualsiasi cosa inneggi alla vostra fede calcistica. Bari non è morta, non potrà mai morire finché resterà nei cuori di tutti. Ritorneremo più forti di prima”.

Ore 13

Nicola Brienza non molla il Bari. L’imprenditore pugliese con business a Shangai, già vicino all’acquisto della società prima di imbattersi in “opacità contabili” che hanno frenato l’operazione, torna alla carica spiegando quanto accaduto nei giorni scorsi e qual è la sua idea per il Bari del futuro. “Modello Atalanta, business plan per i prossimi tre anni; quotazione in borsa; obiettivo, coinvolgere la Regione e le infrastrutture come l’aeroporto di Bari, aprendo un mercato economico e turistico con la Cina. Già identificato un ex calciatore di A e della nazionale pronto a seguirci anche in D con il ruolo di allenatore” è l’idea di Nicola Brienza.

OEcco nel dettaglio la lunga lettera di Brienza.

“Sono ancora rammaricato e profondamente dispiaciuto per le sorti del Bari Calcio”. Così Nicola Brienza ritorna a parlare del suo interessamento alla squadra del capoluogo pugliese, non iscritta al campionato di serie B. “Devo purtroppo spiegare quanto successo negli scorsi giorni rispetto alla trattativa che mi vedeva protagonista. – continua Brienza – Una volta ricevuta una parte dell’incartamento, purtroppo non completa, ci siamo resi conto che non era possibile realizzare un’immediata azione. Va anche sottolineato che per questo tipo di operazioni di verifica in ambito calcistico, si richiede solitamente una tempistica che va dalle tre alle cinque settimane.

Con il mio staff abbiamo fatto una serie di valutazioni che ci hanno portato a chiedere, alla controparte, il 100% delle quote in quanto la mole dei debiti e alcune opacità contabili non ci permettevano di poter subentrare in una società in queste condizioni.

La situazione non era di facile gestione, soprattutto per il fattore tempi, anche perchè era stata presentata una richiesta di ricapitalizzazione verso terzi e non una compravendita, senza dimenticare che il mio investimento pecuniario sarebbe arrivato dall’Asia. Quindi I tempi davvero erano ristretti. A questo si aggiungevano anche notizie frammentarie su una probabile indagine della Procura che hanno reso ancor più difficili mantenere la serenità in questa fase delicata. Questa vicenda, seppur dolorosa, non mi ha impedito di ammirare il lavoro svolto da alcune persone che, a mio avviso, si sono rivelate molto professionali e soprattutto appassionati a ‘la Bari’.

In questa fase ho inoltre avuto modo di confrontarmi con il sindaco Antonio Decaro e con l’avvocato Vincenzo Acquafredda, il mio interlocutore, che si sono dimostrate persone molto disponibili con cui mi auguro di poter avere in futuro altre occasioni di rapporti lavorativi.

Ora però è tempo di reagire.  Ho dato mandato al mio studio di preparare dei business plans accurati sulla misura di un investimento dettagliato per i prossimi 3 anni. Conto anche di contabilizzare lo stadio, per arrivare negli anni a creare una società che possa autosostenersi. Sono un profondo ammiratore del progetto Atalanta che sarebbe, a mio parere, il miglior modello da seguire.  Non so ancora se l’idea è quella di ufficialmente chiedere al sindaco di considerarci tra gli illustri e papabili candidate, ma ci stiamo lavorando sopra.  Io credo che la squadra debba ripartire con un progetto serio ed utilizzare questo purgatorio come fondamenta per una risalita veloce ma solida. 

Anche in questo momento il fattore tempo è fondamentale perché per avviare una squadra c’è bisogno di uno sforzo importante e di tempi di maturazione lunghi che vanno avviati subito. Ma questo non mi spaventerebbe. Se si dovesse affrontare la D vanno avviati, inoltre, i canali di ricerca dei calciatori partendo dai più giovani, con me previsto da statuto, e con ottime prospettive future.

Vincendo la serie D, credo oggettivamente con un forte mercato d’inverno e con una società giovane ma vogliosa, potremmo giocarci la carta di un passaggio di stagione dalla eventuale C alla B. Tecnicamente tra un anno si può pianificare la campagna acquisti per la C o forse per la B qualora qualche squadra non dovesse iscriversi. Qualsiasi vittoria con queste fondamenta porterebbe a creare una forte squadra della primavera oltre a darci un’ulteriore spinta ad investire per un campionato che punta a categorie superiori. Il mio desiderio è quello di creare una società con dei libri contabili trasparenti e sempre online e far si che nei prossimi 5 anni si possa incominciare un cammino della società, quotandola in borsa perché il Bari deve essere anche di proprietà dei tifosi. Importante anche il ruolo della città, proprio perché il progetto deve anche coinvolgere la Regione e le infrastrutture come l’aeroporto di Bari, aprendo un mercato economico e turistico con la Cina. Questa cosa è imposta anche dai recenti stravolgimenti in campo internazionale con l’imposizione dei dazi Cina-Usa.

Città come Hangzohu, Chongqing e Whuan potrebbero essere interessate a creare gemellaggi e voli diretti e ad investire da noi non solo sul piano sportivo. Comunque tutto questo progetto non potrebbe mai essere concretizzato senza il sostegno dei tifosi. Qualunque P&L (bilancio) non funziona senza il supporto della tifoseria. Andrebbe dato un segnale, raggiungendo tutti i record di presenze allo stadio. In serie D ci vogliono 25.000 presenze a partita. In serie C oltre le 43.000 presenze a partita. In serie B oltre le 55.000 presenze a partita. Soli così possiamo far sentire il calore e la vicinanza alla squadra. Ho ricevuto migliaia di messagi da tifosi che mi fanno pensare che queste cifre sono raggiungibili. Noi ci stiamo pensando seriamente ed abbiamo già identificato un ex calciatore di A e della nazionale pronto a seguirci anche in D con il ruolo di allenatore”.

Ore 12.15 

Prigionieri di un incubo. Al lavoro ogni mattina, ma senza stipendio da maggio. E pronti a mettere in mora Cosmo Giancaspro, presidente di una Fc Bari 1908 avviata verso la liquidazione. Sono i dipendenti del club biancorosso, protagonisti di una “situazione pirandelliana”.

“Non vediamo il presidente Giancaspro da due mesi, ma siamo presenti come ogni giorno in ufficio. Una situazione pirandelliana. Siamo prigionieri di un incubo” raccontano i dipendenti del Bari calcio che, malgrado la squadra sia stata esclusa dalla B e la società in “disarmo”, vanno ogni mattina a lavorare nella sede di via Torrebella, pur non avendo più pratiche da sbrigare.

Non avranno bisogno di mettere in mora il presidente, invece, i calciatori che erano contrattualizzati con il Bari, che potranno giocare altrove senza costi per il proprio cartellino.

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