Capannello di insegnanti questa mattina a Bari davanti all’ufficio scolastico regionale. In centinaia hanno atteso le nomine per le immissioni al ruolo. Un momento delicato che ha visto nei giorni scorsi l’intervento critico dei sindacati. A cominciare dalla Flc Cgil Puglia che ha definito i numeri forniti dal ministero della Pubblica istruzione per i posti a disposizione “la solita solfa”.

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“I conti non ci convincono – scrive il segretario regionale Claudio Menga – . Avevamo già denunciato un accanimento contabile nei confronti della nostra regione in occasione
dell’attribuzione degli organici docenti oltre che Ata e si sperava che segnali positivi potessero giungere in occasione delle immissioni in ruolo dei docenti. Ma così non è stato.
Anche per le immissioni in ruolo i numeri sono impietosi laddove si consideri che delle 57.322 immissioni in ruolo solo 2.242 sono i posti riservati alla Puglia”.

Secondo il sindacato “si tratta di una percentuale del 3,91% nonostante il peso dell’organico docenti pugliese sia pari al 7,3% dell’organico nazionale, un ennesimo triste dato dovuto al fatto che la nostra regione quest’anno si è collocata al primo posto per tagli agli organici docenti (-296 posti), realizza in Italia il rapporto alunni/docenti più alto (12,81 alunni per docente contro una media nazionale del 12,22) il cui riequilibrio comporterebbe un incremento di organico di 2.228 posti. E così, mentre giungono segnali di aumento della dispersione scolastica, cambiano i governi ma, per la scuola meridionale , è sempre la solita solfa!”.

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