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Il rapporto tra intelligenza artificiale e professioni intellettuali. Le proposte per una riforma organica della giustizia, troppo spesso ritoccata in peggio a colpi di decreto solo per tamponare le urgenze. Il tema delicato della previdenza e della gestione delle Casse come quella Forense tra investimenti dei contributi versati nell’economia reale e prospettive pensionistiche.

Si snoderà su questi temi il Congresso straordinario dell’Associazione italiana giovani avvocati che si svolgerà dal 20 al 22 settembre tra Trani (20 settembre) e Bari (21 e 22). Una tre giorni di lavori, articolata in cinque sessioni, in cui non mancheranno valutazioni sulle conseguenze della drammatica emergenza “edilizia giudiziaria” che proprio a Bari continua a penalizzare in particolare i giovani avvocati.

La giovane avvocatura italiana si riunirà sotto la guida dell’avvocato Alberto Vermiglio (foto Infomessina), presidente nazionale Aiga, con l’obiettivo, dunque, di elaborare una proposta per nuovi modelli organizzativi della professione, a partire dal differente approccio verso la tecnologia applicata alle professioni intellettuali. L’intelligenza artificiale come occasione di crescita e valido supporto per l’avvocato, senza ovviamente, perdere il ruolo di dominus assoluto nella tutela dei diritti dei cittadini.

Durante il Congresso, sarà riservato anche ampio spazio all’analisi su come gli interventi legislativi in materia di Giustizia, abbondanti, eppure insufficienti, mortifichino il funzionamento di una macchina così complessa e delicata e mai come ora in affanno.

Coordinati dal presidente della sezione Aiga di Bari, avvocato Antonio Guido, e di Trani, avvocato Tiziana Carabellese, i giovani avvocati italiani vogliono offrire un contributo al Legislatore con proposte concrete finalizzate a ripensare il sistema Giustizia in modo organico. Quanto alle previdenza, ampia riflessione sul ruolo delle Casse di previdenza dei professionisti con la proposta di ripensarle più “aperte”, interagendo al meglio con il sistema Paese e procedendo di pari passo con una revisione ragionata dell’accesso alla professione legale. Il filo conduttore? Naturalmente l’etica, bussola che da sempre ispira l’attività dell’avvocato. Ieri, oggi e domani.


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