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In merito alla nota diffusa dalla Croce Rossa Italiana di Bari, pronta la replica del Comune che precisa che “gli effetti dell’ordinanza straordinaria che nel 2008 aveva consentito l’allestimento dei moduli abitativi in viale di Maratona, affidati, alla stessa CRI sono stati superati dalla conclusione della procedura per l’attivazione di Case di comunità, con la quale sono stati predisposti circa 300 posti in accoglienza diffusi a Bari e in altri Comuni dell’area metropolitana”.

Dal 1° gennaio del 2017 il nuovo regolamento per l’erogazione dei contributi prevede l’espletamento di procedure ad evidenza.  Per un anno e nove mesi  – prosegue il Comune – la ripartizione ha comunque continuato a riconoscere alla Croce Rossa il contributo economico necessario alla gestione dei moduli abitativi, nelle more dello svolgimento del bando Case di Comunità. “Alla stessa procedura – prosegue la nota – la Croce Rossa ha inizialmente partecipato proponendo una soluzione abitativa ad hoc valutata positivamente dalla Commissione, scegliendo però, alla fine, inspiegabilmente, di ritirarsi. Ha invece partecipato all’avviso pubblico per l’erogazione di contributi alle realtà del terzo settore con un progetto di carattere sanitario, che è stato ammesso a finanziamento. Quanto agli ospiti del campo di accoglienza di via di Maratona, si sono tutti recati spontaneamente allo sportello del Segretariato sociale in piazza Chiurlia trovando una diversa soluzione abitativa nelle Case di Comunità”.

“Siamo grati ai vertici e agli operatori della Croce Rossa che in questi dieci anni hanno gestito l’accoglienza nei moduli di via di Maratona – commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico – aiutando l’amministrazione comunale ad affrontare l’emergenza sociale e le povertà estreme. Da qualche anno, però, in risposta alle nuove dinamiche sociali e agli scenari in continuo mutamento, l’orientamento del welfare nazionale condiviso dalla rete territoriale è quello di puntare su una formula di accoglienza diffusa che trova nelle Case di Comunità una dimensione più raccolta e rispettosa dei bisogni e dei legami di ciascuno, capace di favorire al contempo percorsi di autonomia e di responsabilità individuale. Si tratta, peraltro, di una scelta più volte rappresentata ai responsabili della Croce Rossa locale che, in diversi scambi con il mio assessorato, avevano segnalato l’insostenibilità ulteriore del servizio di accoglienza del campo di via di Maratona. Per questo ci sorprendono i toni della nota diffusa oggi, viste la continuità e la correttezza dei rapporti intercorsi finora”.


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