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Bari, 20enne si schiantò contro un pilone non protetto: il padre scrive a Decaro. “Comune indifferente”

Pubblicato da: redazione | Sab, 13 Ottobre 2018 - 16:00
decaro

Una lettera al sindaco di Bari per chiedere che il Comune risponda ad una richiesta di risarcimento danni per la morte di un 20enne, deceduto quattro anni fa in un incidente stradale, ma soprattutto per ottenere che quel tratto di strada sia finalmente messo in sicurezza, è stata inviata nelle scorse settimane dal padre della vittima ad Antonio Decaro.

Daniele Bonante, 20enne di Modugno, morì il 15 aprile 2014 schiantandosi con l’auto contro un pilone allo svincolo per Poggiofranco sulla complanare sud della tangenziale di Bari. Il procedimento penale si è concluso anni fa con l’archiviazione ma la famiglia ha citato dinanzi al Tribunale civile l’Anas, ritenendo l’ente responsabile delle “condizioni di sicurezza inesistenti” del pilone incriminato, privo di qualsiasi forma di protezione, come ad esempio il guardrail di cui sono invece provvisti i piloni che si trovano poche decine di metri più avanti sulla stessa complanare. Nel procedimento civile, avviato nell’ottobre 2016, l’Anas ha coinvolto il Comune di Bari, perché “all’epoca dei fatti – sostiene Anas – il pilastro contro il quale ha impattato il conducente era parte di un cavalcavia progettato, realizzato e gestito dall’amministrazione comunale di Bari, facente parte dell’Asse Nord-Sud”.

Alcuni mesi fa, a due anni dall’inizio del processo, la famiglia ha avanzato una proposta di transazione alla quale Anas ha quasi immediatamente risposto. Il Comune, invece, dopo più di sei mesi e nonostante ripetuti solleciti, non ha ancora risposto. La prossima udienza si terrà il 18 ottobre ma nel frattempo il padre del ragazzo deceduto ha invitato una lettera al sindaco Decaro per “squarciare quel velo di dolorosa indifferenza, inaspettatamente calato su di una tragedia che ha travolto me e la mia famiglia, sconvolgendo le nostre vite”. “L’idea che, se fosse stato installato un guardrail a protezione, come per tutti gli altri piloni che sorreggono il ponte di via Tatarella, anche per quello contro cui impattò la 206 di mio figlio, Daniele avrebbe potuto salvarsi, non mi abbandona, giorno e notte” continua il padre del ragazzo, chiedendo al sindaco che “non faccia orecchio da mercante alle richieste che un genitore che ha perduto il figlio rivolge, ancora una volta, fiducioso delle Istituzioni” e dia “una risposta, qualunque essa sia”.

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