“Contesto fermamente le sommarie valutazioni riguardanti la mia persona e la mia professionalità in merito alle indagini della Dda che hanno determinato i provvedimenti del Gip di Bari, coinvolgendo anche il Foggia per il tesseramento di due calciatori”.

Così l’ex tecnico rossonero, ora al Sassuolo, Roberto De Zerbi, in una nota affidata al suo legale, Eduardo Chiacchio. Secondo il provvedimento del gip, i clan avrebbero imposto agli ex dirigenti della società l’ingaggio di due giocatori, tra cui il figlio di un boss. Il dettaglio è emerso nel corso dell’operazione ‘Decimazione’ in cui ieri sono stati arrestati a Foggia trenta pregiudicati.

“Mai accettato imposizioni da nessuno – precisa De Zerbi tramite il suo legale – neppure dai dirigenti delle società in cui ho militato. A Foggia tutti sapevano che non ero influenzabile o ricattabile”. “Devo precisare che uno dei due non è stato mai da me allenato, mentre l’altro fu aggregato congiuntamente ad altri ragazzi della squadra Juniores nelle ultime gare del campionato. Nella stagione successiva non fu da me ritenuto idoneo per la prima squadra”, prosegue De Zerbi nelle parole affidate al suo avvocato. “Mi sono limitato a fare l’allenatore e non avevo poteri su calciatori che la società voleva tesserare per poi mandarli in prestito in altre squadre – afferma ancora il tecnico – Mi dispiace che venga tirato in ballo il mio nome per dare maggiore risalto a notizie di cronaca, lontanissime dal mio operato e dal mio modus operandi”.

“Devo contestare fermamente le notizie di stampa che mi attribuiscono un presunto coinvolgimento nell’ingaggio di due calciatori del Foggia Calcio imposto da esponenti di clan mafiosi. Nel mio percorso professionale non mi sono mai piegato a condizionamenti esterni e nei casi in cui ho subito minacce ho prontamente denunciato tali condotte all’Autorità Giudiziaria”. Lo dice l’ex direttore sportivo del Foggia Giuseppe Di Bari, in una dichiarazione diffusa dall’avvocato Matteo Murgo.
Sui due giocatori “intendo precisare che uno faceva parte delle giovanili del Foggia Calcio e non è mai stato ingaggiato dal sottoscritto in prima squadra”. Il secondo, prosegue “è stato contrattualizzato dalla società sulla base di valutazioni squisitamente tecniche, condizioni atletica e talento calcistico (in passato aveva vestito varie maglie delle Nazionali giovanili) per poi essere ceduto in prestito in altra squadra titolata di lega pro. Successivamente, all’esito delle positive prestazioni calcistiche, è rientrato a Foggia in prima squadra nella stagione della avvincente promozione in serie B”. Di Bari conclude dicendo di non aver nulla da rimproverarsi “perché ho sempre tenuto un comportamento esemplare e ritengo pertanto ingiusto ed offensivo l’attacco mediatico nei miei confronti e della società Foggia Calcio”.

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