Otto arresti questa mattina all’alba. In manette Antonio Busco di 36 anni, Michele Citarelli di 36 anni,  Roberto Mezzina Troiani di anni 27, Nicola Dell’Aglio di anni 22, Enrico Mallucci detto “il romano” di anni 55, Emanuele Bevilaqua di anni 22, Michele D’Addabbo detto “bocchino” di anni 21, Ferdinando Bevilacqua di anni 57, ed un’altra persona ancora ricercata, gravemente indiziati, a vario titolo, di traffico, detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, ricettazione.
Le condotte delittuose accertate coprono l’arco temporale compreso tra il mese di febbraio dell’anno 2017 e l’attualità.  Le indagini sono state avviate dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile, a seguito di alcuni omicidi perpetrati nei primi mesi del 2017 nel quartiere Japigia di Bari, roccaforte del clan Parisi.
Questa mattina è stata disarticolata una straordinaria rete di spaccio che quotidianamente riforniva, trasversalmente, decine e decine di consumatori di ogni categoria professionale, utilizzando una strategia utile ad ostacolare eventuali indagini di polizia.    Tale tecnica sfruttava un sofisticato sistema di gestione delle chiamate provenienti dai clienti e destinate ai pusher ed agli organizzatori del sodalizio. Un sistema messo a punto per rendere più difficili le indagini, ma che gli investigatori hanno abilmente disvelato. I pusher, poi, erano organizzati con dislocazione in vari punti della città, di volta in volta decisi dagli addetti alle consegne ed erano organizzati in veri e propri turni di servizio di otto ore giornaliere.

L’impiego di questa tecnica di spaccio comportava una serie di vantaggi:
a) gli acquirenti non avevano mai contatti diretti con i responsabili del sodalizio;
b) l’eventuale arresto di un pusher ed il sequestro del suo cellulare “dedicato” non avrebbe pregiudicato l’attività futura del gruppo.

Gli organizzatori erano in sostanza in possesso di una vera e propria “phone list”, composta da più di 300 numeri telefonici; l’organizzazione a cadenza mensile inviava messaggi promozionali ai clienti, del tipo “fatti sentire amico mio” – “fatti sentire, è come piace a te, rimarrai contento … come vieni poi vedrai” – “fatti sentire amico mio, menù bomba,  non ti pentirai”.
L’attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, essenzialmente cocaina, registrava un volume di affari di oltre 60.000 euro (“guadagno netto”) al mese, attraverso un flusso telefonico medio di 200 telefonate e 40 acquisti giornalieri.
I clienti, utilizzando un linguaggio convenzionale preordinato, facevano espresso riferimento ad un colore per fare intendere il quantitativo di cocaina richiesto: il colore “nero” corrispondeva ad una dose da 30 € (gr. 0,30 di cocaina); il colore “rosso” ad una dose da 50 € (gr. 0,50); il colore “giallo” ad una dose da 90 € (gr. 0,90).
I numerosi riscontri acquisiti nel corso dell’indagine hanno favorito l’arresto in flagranza di reato di 6 persone, il sequestro di circa 6 kg di stupefacente (cocaina, hashish e marijuana) ed il sequestro di una pistola di marca “Kimar” calibro 9 mm nel quartiere Madonnella di Bari.

Hanno favorito il sequestro, nel mese di settembre del 2017, della somma contante di circa un milione di euro, provento del traffico e dello spaccio di droga. L’ingente somma di danaro era “murata” in una casa in via Peucetia, quartiere Japigia, abitata da un nucleo familiare apparentemente insospettabile.


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