Si torna a parlare della Bari-Napoli, opera attesa da 40 anni. Oggi, a Roma, il ministro Barbara Lezzi ha in agenda un incontro per tre Contratti istituzionali di sviluppo (Cis) per la realizzazione dell’Alta capacità in quattro Regioni del Mezzogiorno: Puglia, Campania, Sicilia e Calabria.

“Per quanto riguarda il Sud – sostiene il ministro – ci sono già diverse decine di miliardi stanziati per avviare gli investimenti, per cui c’è molto attesa. Si parla della Napoli-Bari da 40 anni, dobbiamo dare un’accelerazione”. L’appuntamento di oggi si svolgerà a Palazzo Chigi, in sala verde, si parlerà di Alta capacità ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto-; Palermo-Messina-Catania; Salerno-Reggio Calabria. Dieci giorni fa, a Bari, Lezzi spiegò che era sua intenzione “di chiedere l’estensione dell’alta capacità ferroviaria fino a Lecce perché se parliamo di innovazione, tecnologia e turismo non possiamo che connettere anche fisicamente questi territori”.

Quella della Bari-Napoli è una storia infinita, nonostante sia considerata – almeno a parole – da tutti “strategica” non riesce proprio a vedere la luce. Parliamo di un progetto da circa 6,2 miliardi di euro che permetterà, una volta realizzato, di raggiungere Roma da Bari in tre ore.  Lo scorso 21 novembre sono partiti i lavori tra Napoli e Cancello, il cantiere è stato affidato all’associazione temporanea di imprese (Ati) formata da Salini Impregilo e Astaldi. La nuova linea Napoli–Bari faciliterà gli spostamenti da Bari verso Napoli e Roma: nel 2026, alla conclusione dei lavori, sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e fino a Roma in 3 ore. Già prima di queste date sono comunque previste progressive riduzioni dei tempi di viaggio, grazie all’apertura per fasi dei nuovi tratti di linea. Oggi, invece, chi vuole raggiungere Napoli da Bari deve fare almeno un cambio e ci impiega, bene che vada, quasi quattro ore. Ma un viaggio da Bari a Napoli in treno può durare persino sette ore, dipende dall’orario di partenza.

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