Seimila studenti uniti in difesa del clima sul lungomare di Bari per il “Fridays For Future”. A otto giorni di distanza un tappeto di rifiuti lasciato da gruppi di universitari durante il botellon in piazza Lorusso. Qual è l’essenza delle nuove generazioni sul tema del decoro urbano e rispetto ambientale? Per provare a capirlo abbiamo intervistato Marianna Panzarino, portavoce della pagina social barese sullo sciopero mondiale ideato da Greta Thunberg.

Il presidio per l’emergenza climatica prosegue

“Si ogni venerdì, ieri ci siamo incontrati tra volontari, liceali e universitari per dar vita a collettivi all’interno dei luoghi di apprendimento. Sotto il teatro Piccinni abbiamo ribadito il nostro messaggio alla politica”.

Quali sono le proposte concrete dei ragazzi?

“Nelle scuole fioriscono le proposte dirette ai presidi. I ragazzi chiedono di eliminare i distributori automatici o impedire la vendita di bottiglie monouso. Con delle fontane si abbatterebbe lo spreco di plastica. E anche il riciclaggio della carta”.

Ma l’attualità smentisce i buoni propositi?

“Il nostro primo obiettivo è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, compresi tanti coetanei indifferenti. Sappiamo che l’inquinamento globale è dovuto ai singoli. Ripartiremo da questo spunto, dal bottellon finito male per far capire la gravità del gesto”.

Bif&st 2019 Bari
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