Il “fuoco sacro” di San Nicola sarà il simbolo del corteo storico 2019, il terzo diretto da Elisa Barucchieri per Doc Servizi: 7 quadri scenici, 3 spettacoli, danza aerea, video mapping, 500 figuranti con cavalli e anche falconieri. La rievocazione storica (in programma il 7 maggio alle 20.30) che sarà dedicata ai bambini ripropone l’arrivo delle reliquie del santo patrono a Bari nel 1087 ad opera dei 62 marinai.

L’arte e la poesia saranno al centro della processione con il quadro del Santo. Tra le novità la partecipazione di compagnie di danza di caratura internazionale caratterizzate dalla danza in verticale come lo “sway pole”, ballerini che fluttuano su alti pali flessibili, e una danzatrice sospesa sul mare grazie a un grappolo di palloncini. E ancora, otto performer di danza area (anche nei pressi del teatro Margherita oltre a piazza Prefettura) insieme a discipline acrobatiche del “parkour”.

Decine di ragazzi baresi testimonieranno in prima persona il legame con San Nicola. Infatti nell’ultimo anno sono stati coinvolti i centri dell’assessorato comunale al Welfare, oltre ai lavoratori di preparazione nelle scuole Verga, Don Bosco, Marconi. Gli studenti mostreranno degli striscioni con messaggi sociali. Anche la Caravella è stata reinterpretata dal maestro cartapestaio Deni Bianco di Putignano.

Al termine del percorso che interessa il Castello Svevo, corso Vittorio Emanuele e il lungomare sotto la Muraglia, a scandire le parole del Santo saranno le piccole nipoti di Nino Manfredi, le attrici Matilde e Margherita, protagoniste della serie Rai “Che Dio ci aiuti”.

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Lunedì 6 maggio

La rappresentazione di lunedì 6 maggio sarà incentrata sulla fedele rievocazione storica dell’arrivo delle sacre reliquie al Molo San Nicola. Alle ore 19 un corposo drappello di personaggi tra figuranti, banditori e sbandieratori porterà le sacre reliquie attraverso i vicoli della città vecchia toccando 4 piazze, in cui saranno già in corso attività di animazione. Quindi, alle 18 partono in contemporanea le attività di animazione nelle piazze della città vecchia, caratterizzata dal flusso itinerante dei timpanisti di Militia Sancti Nicolai.

In dettaglio:

Piazzetta Chiesa del Gesù

I Colori della Luce, guardiamo alla Luce e scopriamo le luci. Laboratorio creativo di lanterne colorate. L’attività mette insieme l’azione pratica di collage e la riflessione sul tema della luce e del fuoco di vita di San Nicola, che col suo esempio illumina e invita a illuminare. A cura di Casa-atelier Malta di Geris e Associazione europea TraciaLand, con il gruppo “Le Mamme del Mondo” e i bambini di Bari vecchia.

Strada San Marco

– Laboratorio alla scoperta del messaggio di San Nicola, incentrato sulla domanda: “Cosa faresti se fossi tu San Nicola, oggi?”. Le risposte daranno vita a un mare pieno di piccole caravelle, barchette di carta, con dentro il messaggio colorato pensato dai nuovi assistenti di San Nicola: i bimbi. A cura dell’associazione LaCapaGrossa e ResExtensa.

– Laboratorio di percussioni per i più piccoli tenuta dai giovani timpanisti di Militia Sancti Nicolai.

Piazza dell’Odegitria

– Balli con costumi tradizionali e canti popolari russi eseguiti, per bambini e adulti, dai gruppi folcloristici “Kalinka” e “Fiaba”, a cura dell’associazione Italo-Russa Raduga.

– Orto-Laboratorio con riciclo: attività di citizen scienze per sollecitare attenzione all’ambiente di adulti e bambini, realizzato da Coop Alleanza 3.0 in collaborazione con Legambiente – Circolo Eudaimonia Bari.

– Shabby Icona: i Colori del Santo – Laboratorio che prevede la realizzazione di piccole immagini del volto stilizzato del Santo, incollate su tavolette di legno a doppio rilievo e doppio spessore, esaltando, con la tecnica dello shabby, l’azzurro del mare e il rosso ruggine; una vernice lucida fissa poi l’immagine. A cura di C.A.S.A. – Centro Anspi Santa Annunziata.

Largo Albicocca

– San Nicolás – Come si vede il Santo in Messico? San Nicolás, questo è il nome che San Nicola riceve in Messico. Santo protettore dei bambini, delle donne e delle masserie. Alla scoperta di come si celebra la festa di Santo nel Paese centroamericano, a cura dell’associazione Mayahuel.

– Gigi Carrino legge “Vai a leggere a San Nicola!”: letture ad alta voce per orecchie curiose tra i vicoli di Bari Vecchia, fra albi illustrati e storie divertenti e fantastiche.

Come detto, alle 19, al Molo San Nicola la rievocazione dello sbarco delle ossa del Santo. A narrare le gesta dei 62 marinai e l’arrivo delle reliquie a Bari, sarà il frate Niceforo, interpretato dall’attore Francesco Ocelli, regista della rievocazione dello sbarco.

L’ambientazione medievale della scena, i gozzi illuminati da fiaccole, i figuranti in costume storico, le padelle romane, i timpanisti caleranno gli spettatori in un quotidiano di mille anni fa. L’urna sacra approda a terra da un gozzo e viene consegnata a un drappello in costume che, attraversando i vicoli e le cinque piazze animate, la porterà fino alla Chiesa di San Michele (all’epoca Monastero di San Benedetto), in via degli Orefici, dove in origine furono collocate le reliquie fino alla costruzione della Basilica.

Con la partecipazione dei pescatori del Molo San Nicola e le associazioni I Figuranti di San Nicola, Militia Sancti Nicolai, Marinai della Traslazione.

Martedì 7 maggio – “Il Fuoco Sacro di San Nicola”

Martedì la giornata clou. Ad aprirla, alle ore 18, l’imbarco della Sacra Icona da Baia San Giorgio, al cui rito religioso presenzierà una folta delegazione del corteo, composta da soldati normanni, monaci, marinai, sbandieratori e timpanisti. Alle 20 circa l’arrivo al Molo San Nicola, con figuranti in costume ad assistere allo sbarco del quadro del Santo, che sarà trasportato in corteo in piazza Federico II di Svevia per essere posizionato sulla Caravella, trainata dai Marinai della Traslazione.

Da qui, alle 20.30, l’avvio del corteo storico.

Confermato il percorso: partenza da piazza Federico II di Svevia, via San Francesco d’Assisi, piazza Garibaldi (lato corto), corso Vittorio Emanuele II, lungomare Imperatore Augusto, piazza San Nicola.

Tra gli oltre 500 partecipanti del cast – anche selezionati nei giorni scorsi con casting pubblico – varie tipologie di figuranti (popolani, marinai, soldati, nobili ed esponenti del clero), sbandieratori, timpanisti, armigeri e danzatori, tutti in costume medievale. Tra i personaggi rappresentati anche il frate Niceforo, il marinaio Matteo e l’Abate Elia.

La musica avrà un ruolo importante: corteo e coreografie saranno scanditi dai timpani delle associazioni Militiae Sancti Nicolai, Nicolaus e Bembè. Le musiche originali degli spettacoli saranno del giovane musicista barese Roberto Capone.

Particolare cura alla coerenza storica nella ricostruzione degli elementi scenici, di attrezzeria e vestiari: costumi creati per il corteo da Rosa Lorusso e, per gli spettacoli, da Angela Gassi. Con l’importante apporto di trucchi, acconciature di scena e body painting curati da Nouvelle Esthétique Academy.

Nei 7 quadri in movimento e nei 3 spettacoli danzatori e acrobati rappresenteranno in coreografie omaggi al Santo e alcuni momenti significativi della sua vita, interagendo con le scenografie realizzate ad hoc dal maestro cartapestaio Deni Bianco (pluripremiato per i suoi carri mascherati del carnevale di Putignano).

  • La cornice scenica e i 7 quadri

La cornice scenica prende il nome di “I Drappi dal Mondo”. San Nicola è il santo con più patronati al mondo. È patrono della Russia, di New York e Amsterdam, della Loira, di città in Portogallo e Cile, in tutto l’arco alpino; in Messico è patrono dei contadini, in Argentina prende il nome di San Nicola dei Ruscelli. È in tutta la Scandinavia, in Indonesia, in Iran, in tutto il mondo ortodosso. In suo nome in Albania e Palestina – dove anche ebrei e musulmani si uniscono nel celebrarlo – si firmano tregue durature tra fazioni belligeranti.

A simboleggiare ciò, in collaborazione con il Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise, scenicamente il corteo sarà incorniciato ai suoi lati da un susseguirsi di archi formati da drappi colorati sospesi: stendardi dei Paesi di fede nicolaiana (realizzati dai writers pugliesi Domingo Bombini e Giuseppe d’Asta;), che man mano si abbasseranno al passaggio finale della Caravella per compattarsi in coda.

Primo quadro: La leggenda dell’oste cattivo

Il legame tra San Nicola e i bambini è secolare e profondo. La leggenda racconta che Nicola resuscitò tre bambini, uccisi da un oste che usava la loro carne come prelibata specialità della sua cucina. L’intervento del Santo spinse l’oste alla conversione.

Gli abusi degli adulti sui più piccoli sono un male gigante. San Nicola difende la loro vita e la loro giovinezza e restituisce agli adulti un senso di responsabilità profondo nei confronti dei più piccoli. In scena un carro con tavolata e panche, attorno a cui un grande oste-trampoliere insegue tre piccoli bambini (come i commensali, atleti di parkour) al ritmo scandito dai timpanisti Nicolaus.

Secondo quadro: San Nicola nel Mondo

Nicola è il Santo di tutto e tutti. Il vescovo di Myra si fa portatore di un messaggio di accoglienza e integrazione che coinvolge tutto il mondo, senza distinzione di razza, sesso, e nemmeno di religione. Bari, quindi, diventa il centro ecumenico di un reticolato mondiale di fede e devozione. La città accoglie tutto il popolo Nicolaiano in un unico abbraccio: dal Messico alla Russia, i fedeli si uniscono in un coro di preghiere e invocazioni gioiose in tutte le lingue.

Una sfera luminosa con scritte, preghiere e pensieri in più lingue, è accompagnata da delegazioni internazionali del culto Nicolaiano, fra costumi, canti e tradizioni. Dalla sede del Comune, cuore della città moderna, simbolicamente usciranno per unirsi al Corteo le figure più rappresentative di San Nicola nel mondo, accolte dal popolo di Bari.

Terzo quadro: Se io fossi San Nicola

I bambini sono la testimonianza viva del fuoco sacro di San Nicola. Che affida loro il messaggio attivo di cambiamento rendendoli i promotori della creazione di un domani migliore. La testimonianza del Santo punta a una presa di consapevolezza su cosa noi dobbiamo fare per ripagare il debito di gratitudine nei suoi confronti, attivamente, ogni giorno.

In laboratori con le scuole di Bari (Istituti Verga, Don Bosco e Marconi) è stato chiesto ai piccoli alunni: “Cosa faresti se fossi San Nicola, oggi?” Loro hanno risposto.

I pensieri dei ragazzi diventano in corteo messaggi che a bordo di barchette colorate, piccole moderne caravelle, simbolicamente riportano la testimonianza viva di San Nicola a Bari, e oltre.

Quarto quadro: Il bambino nell’acqua bollente

La leggenda racconta che Nicola salvò un bimbo da un pentolone di acqua ormai bollente dove la mamma per distrazione l’aveva dimenticato lavandolo: infatti, ascoltando le campane suonare a festa perché San Nicola era diventato Vescovo, per la gioia era accorsa in chiesa dimenticando ciò che stava facendo. Ritrovò il figlio giocare immerso nell’acqua bollente, intatto.

Nicola insegna la pietas umana: gli errori compiuti in buona fede fanno parte del nostro percorso, l’importante è prendere consapevolezza e farne esperienza.

Un grande calderone avanza circondato dai movimenti di danzatrici in body painting e da giocolerie con fuoco, il tutto musicato dalle percussioni dell’associazioni Bembè.

Quinto quadro: Il grano, focolare delle famiglie

San Nicola è legato al grano, da secoli. Il suo miracolo del grano è qui rivissuto in atto concreto: come ha salvato il suo popolo durante la carestia, così continua a nutrire i suoi devoti ancora adesso. Il grano, metafora di famiglia e accoglienza, di radici e condivisione, è simbolo universale. Il chicco si identifica con la radice più antica da cui nascono i legami familiari, seme di rispetto e amore, nutrimento per corpo e anima. E se le famiglie sono l’alveo dove i bambini devono essere accolti e protetti, istintivi rifugi da ingiustizie e abusi, il grano nicolaiano si allarga ad abbracciare qualunque concetto di famiglia, e anche chi l’ha persa.

I chicchi di grano e la loro lavorazione sono ancora come li ha visti San Nicola, oggi come secoli addietro. E chicchi di antichi grani locali, con paste e farine derivate (forniti dal pastificio “La Pasta di Flò” in collaborazione con l’Istituto Scientifico Nutrisal), saranno trasportati su un tradizionale carretto. Attorno, in costume, la presenza fortemente simbolica di minori migranti non accompagnati, famiglie migranti e ragazzi ospiti delle strutture dell’assessorato al Welfare e di ragazze accolte dalla Casa delle Donne.

Sesto quadro: L’olio maledetto, fuoco a mare

San Nicola ci dimostra che l’illuminazione è conoscenza, il fuoco da elemento distruttivo diventa salvifico per le anime dei pellegrini.

La leggenda racconta che il Santo salvò dal mare in tempesta pellegrini che si stavano recando verso la sua tomba. I marinai trasportavano a bordo anche un’ampolla di olio prezioso affidata loro da una vecchina: in realtà un travestimento del Diavolo, al fine di portare disgrazie. San Nicola apparve e ordinò di buttare l’ampolla nel mare, che bruciò e placò le sue onde.

Il fuoco simboleggia quindi la rinascita, la liberazione dai veleni del male, la possibilità di riscattarsi e di portare la luce del Santo in tutto il mondo.

Al potente ritmo scandito dalla Militia Sancti Nicolai, giocolerie col fuoco ed esibizioni di danzatori di capoeira e delle ginnaste dell’ASD Ginnastica Ritmica Iris.

Settimo quadro: La Caravella nel mondo

La Caravella è il simbolo del culto di San Nicola. È il veicolo di scoperta che porta verso la luce e unisce Bari al mondo Nicolaiano. Il Santo invita a illuminare i cuori col suo monito di non commemorare le sue ceneri, ma di portare nel mondo i suoi insegnamenti. Ai fedeli il compito di custodire questa luce per illuminare il futuro della Terra.

Al seguito della Caravella, su cui svetta il quadro del Santo, i colorati drappi del mondo congiuntisi in coda al passaggio del corteo.

  • Gli Spettacoli

Teatro Margherita (piazza IV Novembre), dalle ore 20.30

Nelle vicinanze del Teatro Margherita, importante luogo di cultura della città, a corteo partito la voce narrante di Elio Colasanto e danzatori aerei rievocheranno dal vivo i miracoli del Santo, in attesa del passaggio finale della Caravella.

Il suo giungere culminerà in uno speciale spettacolo di saluto che vedrà protagoniste proiezioni architetturali con giochi di luci, spettacolari macchine scenografiche, una rete aerea di bambini, una danzatrice giunta dal mare sospesa da una molecola di palloncini.

Palazzo di Città (piazza Libertà), ore 22.00

San Nicola è portatore di luce nel mondo, faro di speranza da Nord a Sud, da Est a Ovest. Nel cuore di Bari, al cospetto del rinato Teatro Piccinni, renderà omaggio al passaggio della Caravella uno spettacolo di danza verticale aerea con 8 performer sulla facciata dell’edificio, con proiezioni legate al fuoco e danza aerea in tre sfere volanti. La voce narrante sarà dell’attore Francesco Ocelli.

Basilica di San Nicola, ore 23.00

Il sagrato della Basilica è il palcoscenico dove prende vita la notte sacra e dove confluiscono le testimonianze celebrate in corteo: i timpanisti, gli sbandieratori, i quadri danzanti e la Caravella con l’icona del Santo.

La drammaturgia dei miracoli di San Nicola apre uno spiraglio tra il mondo reale e il mondo sacro, aperto da una danzatrice aerea e un canto in omaggio anche a Notre Dame. Epicentro sarà l’ingresso in scena di due bimbe, simbolo delle nuove generazioni che diventano le testimoni della magia di San Nicola. In un suggestivo video mapping interattivo (curato dallo Studio Leandro Summo – Doc Creativity) giocato sulla luce del fuoco, il Santo le esorterà a recepire l’insegnamento di pace e accoglienza e a portarlo nel mondo per creare un futuro migliore. Le bimbe – con le voci di Margherita e Matilda Manfredi – si impegneranno a custodire e ravvivare ogni giorno il fuoco sacro di San Nicola. La Basilica diventerà quindi il centro propulsore di luce per tutta l’umanità.

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