Il Museo diocesano di Bari, che custodisce 3 dei 28 Exultet realizzati tra il X e il XIV secolo esistenti al mondo, ha reso noto l’avvio di un restauro delle antiche pergamene pasquali, dopo un sopralluogo compiuto in gennaio dai funzionari dell’Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario di Roma.

Il restauro – spiega il direttore del Museo, Michele Bellino – è sotto «la vigilanza della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e Basilicata, con il sostegno finanziario della presidenza della Regione Puglia». In prima istanza è prevista «una serie di analisi a livello diagnostico, nei laboratori dell’Istituto Centrale», seguita dal vero e proprio «intervento di restauro».

I rotoli, alcuni particolarmente decorati e accompagnati anche da un Benedizionale, sono stati usati per secoli nel rito liturgico della veglia pasquale del Sabato Santo. Il 17 aprile scorso, prosegue il direttore del Museo, «sono state consegnate le due opere dell’Exultet I e Benedizionale al laboratorio di restauro dell’Istituto Centrale, acconsentendo una rotazione dell’intervento così da non privare la comunità di usufruire della fruizione e consultazione dei rotoli baresi». L’Exultet 1 è il più antico e prezioso, custodito in una sala a parte: lungo 5 metri, composto di otto fogli, è probabilmente dell’inizio dell’undicesimo secolo: a caratteri minuscoli, il suo testo è racchiuso da due bande ornamentali, ricche di illustrazioni colorate di ispirazione bizantina. Gli altri due, assieme al Benedizionale, condividono la stessa sala: l’Exultet 2 è lungo 4 metri, ha miniature di colori vivaci, e Exultet 3, lungo poco meno di tre metri, probabilmente del XII secolo, è privo di illustrazioni.

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