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Sanità, cresce l’allarme fuga infermieri: “Italia terra di conquista per recruiter esteri”

La denuncia del sindacato

Pubblicato da: redazione | Gio, 16 Aprile 2026 - 14:06
Doctor working in hospital. Healthcare and medical service.

Infermieri italiani sempre più attratti dall’estero, con stipendi fino al triplo rispetto a quelli nazionali. È l’allarme lanciato dal sindacato Nursing Up, che parla di una “emorragia” di professionisti e di un sistema sanitario in difficoltà. Secondo il report, l’Italia starebbe diventando “terra di conquista per i recruiter esteri”, con Paesi come Svizzera, Canada e Norvegia pronti a offrire condizioni economiche e lavorative molto più vantaggiose.

Il fenomeno riguarda anche i giovani ancora in formazione. “Siamo di fronte a uno sciacallaggio formativo senza precedenti – denuncia il presidente nazionale Antonio De Palma – i recruiter stranieri individuano i nostri talenti e li blindano con contratti di pre-assunzione prima ancora che abbiano conseguito la laurea”. Alla base dell’esodo, il forte divario salariale. In Italia, le retribuzioni degli infermieri si attestano tra i 1.400 e i 1.900 euro lordi mensili, mentre all’estero si registrano compensi ben più elevati: in Svizzera si superano i 7.000 euro lordi, in Canada fino a circa 5.100 euro, in Norvegia oltre i 3.000 euro netti.

Una disparità che, secondo il sindacato, sta svuotando progressivamente il sistema sanitario nazionale. “Il nostro Servizio sanitario nazionale si comporta come un donatore che ignora la propria anemia. Esportiamo eccellenza clinica per poi trovarci con le corsie vuote”, sottolinea De Palma. Ogni anno sarebbero circa 7.000 gli infermieri che lasciano l’Italia. Un dato che, considerando i costi di formazione stimati in circa 30mila euro per professionista, comporterebbe una perdita complessiva di oltre 200 milioni di euro annui di investimenti pubblici. Da qui l’appello in vista del rinnovo contrattuale previsto per il 22 aprile: “Servono fatti, non annunci. È necessario un piano straordinario di adeguamento salariale, altrimenti la fuga verso l’estero rischia di compromettere definitivamente la tenuta del sistema sanitario”.

Foto Freepik

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