La Banca Popolare di Bari chiude il bilancio del 2018 con una perdita netta consolidata di 372,1 milioni di euro e una perdita al lordo delle imposte di 287,4 milioni. «Il Consiglio proporrà all’assemblea dei soci di riportare a nuovo la perdita», spiega una nota della banca. Dopo la riduzione dei Fondi Propri determinata dal risultato di esercizio, il Cet1 ratio si colloca a fine 2018 al 7,86% e il Total Capital Ratio al 10,11%.
«Detti valori risultano inferiori agli Overall Capital Requirement (OCR) ratio correnti per il Gruppo, come comunicati nel 2018 da Banca d’Italia, con riferimento al Tier One (OCR pari all’8,828%) e al Total Capital ratio (11,146%)”, si legge nella nota della Banca.
Il Consiglio di Amministrazione, avvalendosi dell’advisory di Banca IMI, ha già approvato la realizzazione di specifici interventi finalizzati a rafforzare i ratios già prima di poter dare pieno corso al piano di rafforzamento del capitale collegato alla trasformazione in SpA. In particolare è stata deliberata la sottoscrizione di accordi con Glennmont Partners in un portafoglio di finanziamenti al settore energia e con Christofferson, Robb & Company per un’operazione di capital relief che prevede il trasferimento del rischio di credito su un portafoglio di mutui residenziali ed alle PMI: la Banca ha ricevuto le relative offerte vincolanti delle controparti. Sono inoltre in uno stadio avanzato la cessione di attivi anche partecipativi ed interventi volti ad efficientare gli assorbimenti patrimoniali degli impieghi, ampliando il ricorso a strumenti di garanzia.
Sempre durante il consiglio di amministrazione si è deciso che la Banca  chiederà i danni all’Unione europea per la vicenda Tercas. «A seguito della sentenza dello scorso 19 marzo, con la quale il Tribunale dell’Unione Europea ha annullato la decisione della Commissione Europea sulla vicenda Tercas-aiuti di Stato, il Consiglio di Amministrazione, ancora all’unanimità, ha deciso di avanzare richiesta di risarcimento dei rilevanti danni patiti». La banca ha dato specifico mandato a consulenti esterni per supportarla «nella loro adeguata quantificazione».
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