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Scuola, a Bari 300 docenti in soprannumero ma rischio cattedre vuote a causa dei pensionamenti in ritardo

Pubblicato da: redazione | Sab, 18 Maggio 2019 - 08:30
Scuola Docenti

Trecento docenti a Bari e provincia in soprannumero nonostante la presenza di decine di domande di pensionamento ancora da valutare. La denuncia è della Flc Cgil. “Per quanto l’elevato numero dei soprannumerari sia “naturalmente” determinato dalla riduzione del numero degli alunni iscritti nelle nostre scuole – spiegano dal sindacato  – dobbiamo stigmatizzare l’assurda procedura innescata dal Miur da due anni a questa parte circa la verifica del diritto a pensione. Allo scorso venerdì, infatti, eravamo in presenza della registrazione di meno di 400 cessazioni rispetto ai circa 800 aventi titolo a pensione con requisiti ordinari. Ci aspettiamo, dunque, che parte dei soprannumerari possa rientrare con l’acquisizione delle cessazioni dei docenti il cui diritto a pensione è in corso di verifica da parte della sede provinciale dell’Inps, ma che, evidentemente, non potrà giungere oltre il 25 maggio (data di chiusura delle operazioni al SIDI)”.

Insomma il rischio è che i docenti dichiarati in soprannumero si ritrovino collocati in altre sedi, mentre le scuole, con l’ok ai pensionamenti arrivato in ritardo, potrebbero subire disagi a causa proprio dell’assenza di personale. Personale che poteva essere facilmente coperto grazie appunto ai docenti in soprannumero.

“Senza dimenticare anche – continuano dal sindacato – che le segreterie scolastiche, prive di risorse (umane ed economiche), si ritrovano a gestire in poco tempo questa emergenza dalle pesantissime ricadute. L’esito negativo della campagna previdenziale 2019 potrebbe indurre a ulteriori tentativi in questo senso da parte di MIUR e INPS. Esiti negativi che rischiano di ripercuotersi sulla correttezza delle operazioni di mobilità e sulle assunzioni del prossimo anno scolastico che, a maggior ragione, non potranno contemplare i posti di quota 100 che, a questo punto, diventa impossibile liberare in tempi compatibili con l’avvio dell’anno scolastico”. La Cgil ha quindi redatto un  vademecum per aiutare chi si trova in questa situazione.

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