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Entro il 31 agosto chi è in possesso di una tartaruga d’acqua della specie Trachemys scripta deve denunciarla. Lo ricorda il comando provinciale guardie ecozoofile Anpana di Bari.

Le trachemys scripta

La Trachemys scripta, conosciuta anche come tartaruga palustre americana, è originaria e presente in tutto il centro-nord America ed anche nella parte nord-occidentale dell’America meridionale. La sua estrema adattabilità a climi diversi la rende un soggetto particolarmente resistente e questa caratteristica l’ha resa la “tartarughina d’acqua” d’elezione, più diffusa ed in vendita per anni in qualunque fiera o negozio di animali. Praticamente tutti ne abbiamo avuta almeno una.
“Purtroppo – spiegano le guardie ecozoogile –  a causa della scelleratezza di acquirenti annoiati e della detenzione di esemplari mal contenuti in posti non correttamente recintati, con il tempo si sono rilevati abbandoni e fughe in numero sempre maggiore. Gli esemplari “liberi” di Trachemys scripta, hanno purtroppo trovato nel nostro un clima adatto, nel quale potersi adattare arrivando a riprodursi a dismisura. Vi basterà pensare, ad esempio, alle fontane, alle cave o ai laghetti di molti dei nostri Comuni, sovraffollati di esemplari abbandonati di questa specie”.

Il gravissimo problema della riproduzione massiva delle Trachemys scripta è relativo soprattutto al fatto che questa specie, più forte e con pochissimi predatori naturali, ha soppiantato quasi completamente la presenza dell’ Emys orbicularis, che assieme alla Emys trinacris, localizzata in Sicilia, è una delle due sole specie di testuggini palustri endemiche italiane e che purtroppo oggi è in serio pericolo di estinzione.

La legge

Il 14 Febbraio 2018 è perciò entrata in vigore una legge UE che mira al controllo ed allo stop delle introduzioni di varie specie alloctone, animali e vegetali, che hanno danneggiato o rischiano di danneggiare il nostro ecosistema. Tra queste, è inclusa la Trachemys scripta.
La normativa con decreto legislativo del 15 dicembre 2017 n. 230 vieta, a partire da quel giorno, la commercializzazione, la detenzione, la riproduzione, il trasporto, il rilascio e l’introduzione nel territorio nazionale.
Chi le possedeva, però, precedentemente a questa data, ha la possibilità ed è tenuto a denunciarle presso il Ministero dell’Ambiente – specificando in che maniera sono detenute e quali misure sono state adottate per evitarne la riproduzione.

Chiunque dovesse essere trovato in possesso di esemplari di Trachemys scripta non regolarmente denunciati oltre questa data, può andare incontro a severe sanzioni. Il modulo per la denuncia delle Trachemys scripta è scaricabile sul sito del Ministero dell’Ambiente.
Deve essere inviato al Ministero entro il 31 agosto 2019 unitamente ad un documento d’identità secondo queste modalità:

– tramite PEC (all’indirizzo: pnm-II@pec.minambiente.it)- tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (all’indirizzo: Ministero dell’Ambiente, Direzione Protezione Natura, Divisione II, Via Cristoforo Colombo n. 44 – 00147 – Roma)- tramite fax (al numero: 06-57223468). La ricevuta di PEC, fax o raccomandata accerterà l’avvenuta denuncia.

(foto wikipedia)


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