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Cinque anni fa i militari della guardia di finanza lo sorpresero a intascare una mazzetta da 10mila euro dal proprietario di un laboratorio privato di Molfetta. E ieri, dopo un lungo periodo di astensione dal lavoro – iniziato proprio all’indomani dell’arresto – la Asl di Bari lo ha licenziato: dovrà lasciare il suo posto di responsabile dell’Unità di valutazione dell’appropriatezza dei ricoveri.

Avrebbe dovuto controllare le strutture sanitarie accreditate, ma sarebbe stato disponibile a chiudere un occhio in cambio di denaro: per questo ha patteggiato in primo grado una pena di tre anni e quattro mesi per concussione.

La consegna del denaro da parte di un titolare di un laboratorio analisi di Molfetta, che si era rivolto alla Finanza, è stata ripresa dalle telecamere nascoste. Dopo quel filmato scattarono le manette e il procedimento penale, parallelamente al quale la Asl ha condotto quello disciplinare, conclusosi ieri con il licenziamento senza preavviso firmato dal direttore generale della Asl, Antonio Sanguedolce. L’esame del caso del medico, originario di Bitonto, ora passa sulla scrivania dell’Ordine.


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