Oltre quattro ore di attesa soltanto per il triage e poi una nuova attesa prima della visita specialistica. È la denuncia della figlia di una donna di 60 anni, arrivata ieri sera al pronto soccorso oculistico del Policlinico di Bari, struttura indicata come punto di riferimento per le urgenze oculistiche provenienti da tutta la Puglia. La donna ha raccontato l’esperienza in un post pubblicato sui social. “Siamo arrivate alle 18. Solo per il triage abbiamo dovuto aspettare fino alle 22.05 e alle 22.45 eravamo ancora in attesa della visita oculistica vera e propria”, scrive.
Alla paziente, secondo quanto riferito dalla famiglia, è stato poi diagnosticato un distacco della retina. La visita preliminare successiva sarebbe stata fissata al 17 agosto. Nel suo racconto, la figlia parla di una sala d’attesa piena, con “decine di pazienti”, alcuni presenti già dalle 15, tra persone arrivate da diverse province della regione, turisti e bambini piccoli. Sempre secondo quanto riferito, durante il turno sarebbero stati presenti “un solo infermiere e un solo medico”.
“Ci sono pazienti potenzialmente a rischio di perdere la vista, senza sapere se e quando verranno curati”, denuncia la donna. “Non è concepibile che l’unico pronto soccorso oculistico disponibile per pazienti che arrivano da tutta la Puglia affronti la settimana di Ferragosto con uno staff così ridotto”. La segnalazione richiama anche le difficoltà logistiche per chi raggiunge Bari da altre province, soprattutto dopo ore di attesa e in condizioni di salute delicate.
“Dopo ore di attesa devono affrontare viaggi di decine di chilometri per tornare a casa, a volte bendati o sotto l’effetto dei farmaci”, prosegue la figlia della paziente. Poi la conclusione: “I pugliesi sono cittadini e contribuenti come tutti gli altri e hanno diritto a una sanità pubblica dignitosa”. La denuncia riporta al centro il tema dell’organizzazione delle urgenze specialistiche, soprattutto nei giorni di maggiore pressione estiva e alla vigilia della settimana di Ferragosto, quando l’afflusso di pazienti può aumentare anche per la presenza di turisti sul territorio.
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