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Assicurare sostegno economico a progetti e percorsi di inclusione sociale. È la prerogativa de “La Casa Di Pandora” dell’Asfa Puglia, l’associazione a supporto delle famiglie con bambini autistici da 0 a 18 anni. Nel pomeriggio è stata inaugurata la nuova sede – in via Napoli 391 a Palese, aperta nelle ore pomeridiane dalle 14 alle 20 – con una festa tra musica e spettacoli del musicomico Antonello Vannucci a cui hanno partecipato Franco e Andrea Antonello. Padre e figlio, diventati famosi in tutta Italia per i viaggi che hanno “sconfitto l’autismo”.

La Casa di Pandora è stata realizzata grazie ad una raccolta fondi rivolta agli imprenditori, attuata dall’Anfas Puglia insieme all’impresa sociale I Bambini delle fate. “Questo progetto nasce da noi genitori – ha affermato il Presidente dell’Asaf Puglia Vittoria Morisco – con l’intenzione e la volontà di fare qualcosa di positivo per tutte le famiglie del territorio. Io e mio marito siamo genitori di un figlio autistico, un ragazzo speciale, perché ha reso tale la famiglia. Questa esperienza infatti ha fatto nascere in noi il desiderio di metterci al servizio egli altri. La Casa di Pandora è un primo obiettivo raggiunto. Questo è un centro aperto: con le scuole ci piacerebbe creare piccoli gruppi, per creare la vera inclusione, fare scoprire al compagno di classe che fare attività con il compagno autistico è un’opportunità che va colta”.

 

Al suo interno gli utenti potranno seguire progetti in rete con le scuole, partecipare a diverse attività ludico-motorie e seguire percorsi grazie ai quali bambini e ragazzi affetti da autismo potranno ricevere tutto il sostegno di cui necessitano grazie all’intervento di educatori esperti. Molto spazio, quindi, sarà riservato alle attività sportive, ai balli e ai giochi, per cui sono previsti un tutor a sviluppo tipico e la presenza di familiari, amici e compagni di classe. Tra le attività in programma, anche un laboratorio di cucina al termine del quale i partecipanti cucineranno per i loro ospiti. I minori, inoltre, saranno seguiti da un’equipe formata da psicologi e specialisti che lavoreranno attraverso l’applicazione di tecniche scientifiche applicate a questa patologia.

Qui saranno presenti sia professionisti che si occuperanno dell’aspetto terapeutico, prediligendo il metodo ABA, che le cooperative e le associazioni che proporranno attività ludiche-ricreative. Le famiglie potranno scegliere il percorso più idoneo al figlio, in base alle attitudini e abilità e potenzialità di ogni ragazzo. All’interno dell’immobile sarà presente anche un laboratorio di cucina. Già durante l’inverno partirà il primo corso, in collaborazione con una nota azienda di vendita e distribuzione di generi alimentari italiani.


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3 COMMENTI

  1. Ma bravi! Ogni occasione è buona per metterli tutti insieme. Chi sa perché non riusciamo mai a organizzare qualcosa che va oltre la ghettizzazione?

  2. Termini errati “patologia”, “affetto”, “disabile”.
    Come si sente un ragazzo cosiddetto “autistico ” nel leggere che è un malato, affetto da una patologia incurabile di cui si conoscono i sintomi, ma non la cura?

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