Scoppia la polemica tra l’ex presidente del Municipio, Massimo Spizzico, e il neo presidente Nicola Schingaro, in merito alla chiusura del commissariato del San Paolo. Chiusura che sarà solo parziale. In realtà – come assicurano anche dall’amministrazione comunale – il presidio nel rione San Paolo sarà garantito nella  attuale Cittadella della polizia. Chiuderà solo il commissariato con trasferimento a Torre a Mare per coprire la zona a sud di Bari.

“Credo – scrive Spizzico in merito all’imminente chiusura del  commissariato di polizia – con assoluta convinzione che tutto questo non è giusto per una comunità che da sempre cerca un riscatto. Faccio mie le parole del sindaco in occasione dell’apertura di un presidio di polizia al quartiere Libertà: “Questo sarà un presidio importante per il territorio e per i cittadini che, oggi più che mai, ci chiedono segnali tangibili sul fronte della percezione della sicurezza”. Ora mi chiedo come mai questo non vale per il mio/nostro quartiere dove il tasso di criminalità è tra i più alti della città di Bari, dove non più di qualche giorno fa alcuni commercianti hanno deciso di chiudere le loro attività commerciali perché vittime di estorsioni e sono stati costretti ad andare a vivere altrove perché divenuti testimoni di giustizia. Mi rivolgo a chi oggi si trova ai vertici dell’amministrazione Municipale e cioè al dott. Schingaro, al sociologo che al suo insediamento aveva promesso di spingere per un vero decentramento. A lui oggi chiedo cosa può significare la chiusura di un presidio di sicurezza pubblica che allontana i cittadini dalle istituzioni”.

“In merito al commissariato dal quartiere San Paolo ho avuto modo di esprimermi pubblicamente qualche giorno fa – spiega Schingaro –  sottolineando proprio l’impatto negativo di questa scelta e l’impegno dell’amministrazione municipale nel suo complesso per garantire servizi e presidi istituzionali al quartiere”.

Sotto accusa anche la gestione dei fondi per il welfare. “Chiedo – continua Spizzico –  perché l’attuale amministrazione non abbia fornito a tempo debito le linee di indirizzo per i fondi destinati ai minori a rischio devianza rispetto ai quali sono disponibili circa 75 mila euro. È’ possibile che Schingaro -che di professione fa il sociologo- non ha avuto -unitamente al consiglio di Municipio tutto- un’ idea che potesse dare anche una sola possibilità di riscatto ai ragazzi a rischio dei nostri quartieri? Ricordo ancora gli occhi di quei minori che negli anni scorsi – sempre con quei fondi- abbiamo accompagnato per mano nelle aziende della nostra città per un tirocinio formativo, forse non sarò riuscito a dare loro una occupazione definitiva ma sicuramente ho dato loro una possibilità di vita. Faccio un appello a chi è sovraordinato politicamente: prenda per mano questo neo presidente e tutti i suoi consiglieri e li accompagni lungo una strada che possa dare una chance – fosse anche una sola- ai nostri ragazzi di periferia”. 

 

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