Correggere una scoliosi in età adolescenziale si può. Lo assicura lo staff di chirurghi vertebrali Andrea Piazzolla e Viola Montemurro, coordinato dal direttore della Clinica ortopedica del Policlinico di Bari, Biagio Moretti, che ha effettuato un delicato intervento su un’atleta di 11 anni, in collaborazione con l’equipe della Chirurgia toracica del nosocomio barese, diretta da Giuseppe Marulli e dell’equipe di anestesisti dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII e del Policlinico. All’intervento ha partecipato anche il direttore dello “Scoliosis Center” di Barcellona, Juan Carlos Rodríguez Olaverri che ha avuto un ruolo fondamentale per la buona uscita dello stesso. Il “Globus Reflect” – questo il nome dell’operazione – in Spagna ha già una sua comprovata storicità e consente di correggere la scoliosi attraverso una corda elastica, posizionata per via anteriore mininvasiva che permette di conservare sia la crescita che il movimento.

La scoliosi idiopatica è una patologia che colpisce tanti bambini e adolescenti e consiste in una malformazione della colonna vertebrale legata a un’anomalia delle vertebre, che tendono a ruotare, deformando la spina dorsale in modo da farle “disegnare” una o più curve.

Nella maggior parte dei casi viene trattata con il corsetto. Ci sono, però, alcuni casi in cui non basta. È il caso, ad esempio, della 11enne operata al Policlinico, tennista agonista, che, nonostante l’uso del corsetto, non ha visto alcun miglioramento con l’utilizzo del busto. La chirurgia classica non sarebbe stata attuabile prima di 3-4 anni, poiché bisogna aspettare che la maturità scheletrica sia completata almeno per il 90 per cento. Qui entra in campo questa nuova tecnica chirurgica, indicata per i pazienti ancora in crescita, e ha il vantaggio di correggere la curvatura della colonna senza renderla rigida.

“Siamo molto soddisfatti di aver riunito nella nostra sala operatoria le migliori eccellenze della nostra regione assieme a un grande professionista dell’ortopedia europea – spiega il direttore del reparto di Ortopedia del Policlinico di Bari, Biagio Moretti. Da anni – prosegue Moretti – la nostra clinica sta seguendo un percorso che si spinge oltre i confini regionali e nazionali: stiamo cercando di formare giovani chirurghi capaci di confrontarsi e di creare una rete di scambio di competenze con la migliore ortopedia europea. I risultati non tardano ad arrivare: sino a pochi anni fa era impensabile immaginare di poter intervenire su un preadolescente in questo ambito. Ora – conclude – bisogna proseguire su questa strada: nella nostra sala operatoria abbiamo dimostrato – anche grazie al supporto del Giovanni XXIII – quanto sia importante lo scambio di informazioni tra gli ospedali e tra le migliori eccellenze della nostra regione, dell’Italia e dell’Europa intera”.

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