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“Al di là del ponte, ma nel quartiere. A cavallo tra Madonnella e Japigia, con lo sguardo rivolto verso il mare, ma di fatto considerata una terra di mezzo. Quindi una terra di nessuno. Il risultato è presto detto: abbandono e incuria”. E’ il commento del comitato dei cittadini di Pane e Pomodoro, gruppo informale di persone costituitosi dal basso e che da anni porta avanti battaglie per la riqualificazione dell’area, torna a denunciare lo stato di degrado della zona compresa tra via Di Vagno e Parco Perotti.

“Nonostante gli incontri e le promesse – aggiungono – prima durante e dopo la campagna elettorale, collezioniamo una serie di disagi che fotografano una vera e propria sottovalutazione dei temi e dei problemi ritenuti prioritari da centinaia di persone che abitano la zona, siano essi residenti o lavoratori”, afferma Isabella Daugenti Quadrello, coordinatrice del gruppo.

Una delle questioni su cui i cittadini richiedono una immediata risposta dall’amministrazione comunale è l’assenza di una adeguata illuminazione sul nuovo sovrappasso pedonale che collega viale Imperatore Traiano con via Messapia. Consegnata dopo mesi di lavori e ritardi la struttura, in uso dalla tarda primavera scorsa, è buia. Sono stati installati dei faretti sulla rampa di collegamento tra le due scalinate ma del tutto insufficienti a svolgere la loro funzione e a illuminare la zona, anche per via dello scarso sistema di illuminazione complessiva di viale Traiano. Sempre a proposito di illuminazione, le strade, e non solo il viale che costeggia la ferrovia, appaiono in alcuni tratti completamente buie soprattutto per via della diversa intensità delle lampade montate sui lampioni. “Nel tratto compreso tra via Filzi e via Musacchio, sono state sostituite delle lampade con altre di colore (verde!) e intensità diverse rispetto a quelle preesistenti. Il risultato finale è quello di una strada scarsamente illuminata, ma soprattutto insicura” spiega ancora la coordinatrice del comitato. Sempre sul sovrappasso si lamenta l’assenza di un pannello o di una grata che funga da parapetto per evitare la caduta nel vuoto di persone o di oggetti. L’incuria di cui si parla passa anche dal cartello dei lavori in corso ancora lì, abbandonato lungo la ringhiera che separa la strada dai binari ferroviari.

Segue il capitolo rifiuti I bidoni dell’indifferenziato sono stati sostituiti su tutto il quartiere, fatta eccezione per la zona tra via Di Vagno e viale Caduti del 28 luglio ’43. Qui i contenitori per l’organico sono perennemente sporchi, in diversi casi con le serrature rotte o ostruite dal percolato. A ciò si aggiunge che alle prime ore del pomeriggio i cassonetti sono già saturi di rifiuti e che spesso i cittadini sono costretti ad appoggiare di fianco al bidone le buste della pattumiera, segno di un probabile sottodimensionamento della fornitura necessaria o di un possibile fenomeno migratorio della spazzatura da altre zone della città o da paesi limitrofi. Per restare in tema inoltre il comitato segnala anche la scarsa attenzione degli operatori impegnati nello svuotamento dei cassonetti. Capita spesso infatti di trovare spazzatura caduta dai bidoni in fase di svuotamento degli stessi e lasciata sul manto stradale.

E veniamo al capitolo strade. A differenza di corso Sonnino, il manto stradale di viale Traiano è stato rifatto solo in alcuni punti. Manca da mesi la segnaletica orizzontale, sia le strisce pedonali che quelle blu della ZSR, fortemente voluta dai cittadini che per vederla riconosciuta condussero una lunga battaglia con l’allora assessore alla mobilità della giunta Emiliano e oggi sindaco di Bari, Antonio Decaro. Siamo tornati a un’era geologica fa, quasi. Oggi, come prima dell’istituzione della ZSR in questo angolo di città, succede che molti cittadini sprovvisti di pass per i residenti vengano a parcheggiare in questa zona, in barba a chi paga regolarmente un servizio annuale di sosta riservata e spesso è costretto a lasciare la propria auto nel campo abbandonato di fronte alla Chiesa di San Sabino, dove è costante la presenza e l’azione di parcheggiatori abusivi sia di giorno che di notte”, spiegano gli animatori del Comitato che proseguono: “Su Corso Sonnino la verniciatura della segnaletica è avvenuta pochi giorni dopo il rifacimento dell’asfalto, mentre a pochi metri di distanza tutto è rimasto inalterato. Possiamo sperare in un regalo di natale da parte dell’amministrazione? Magari potrebbe aggiungersi allo “storico risultato” di aver ottenuto il passaggio della street band di Natale per viale Imperatore Traiano come annunciato dal presidente di Municipio”, chiosa amaramente la coordinatrice del Comitato.

Per ciò che concerne il verde, inoltre, si registra l’incapacità di mettere a sistema la gestione ordinaria della manutenzione. Ogni anno, puntualmente, durante la stagione estiva erbacce di ogni genere crescono rigogliose sui marciapiedi al punto che è necessario informare con massima urgenza gli uffici competenti per un intervento che diventa, di fatto, straordinario. A settembre scorso, ad esempio, è partita una pulizia della zona che ha dimenticato l’isola spartitraffico di fronte alla Chiesa San Sabino, dove gli operatori sono intervenuti solo nei giorni scorsi ripristinando una situazione igienico-sanitaria quanto meno tollerabile solo dopo le proteste del comitato.

Per queste ragioni, che rappresentano solo un primo elenco di questioni urgenti, il Comitato chiede a tutti i rappresentanti politici e istituzionali del I Municipio di essere incontrato per poter concordare modalità e tempi degli interventi. “Non intendiamo stare con il cappello – spiegano gli animatori del Comitato – quanto provare a sviluppare un percorso di reale cambiamento e partecipazione, con l’obiettivo di migliorare gli spazi della nostra bellissima città esercitando, di fatto, le nostre prerogative di cittadini”.


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