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«Metteremo insieme le nostre difficoltà, non per fare delle lamentele. Il Papa ha già detto che le lamentele non servono a nulla, che sollevare problemi e basta non serve a nulla e che desidera da noi delle proposte: ci ha dato un compito difficile, ma è quello giusto».

È quanto assicura il cardinale Gualtiero Bassetti presidente della Cei, intervistato da Tv2000 alla vigilia dell’Incontro internazionale sul ‘Mediterraneo frontiera di pacè che si terrà da domani a domenica a Bari, con l’intervento del Pontefice nel giorno di chiusura. «Il Mediterraneo, con tutte le sue chiese, è uno spaccato di Chiesa cattolica – osserva Bassetti – Nel Mediterraneo, ci sono chiese perseguitate, quelle piccole, quelle che rischiano di scomparire come la chiesa caldea. Proprio su questo problema, il patriarca Sako ha sottolineato che ‘se scompaiono le radici caldee della Chiesa, che risalgono ad Abramo, dovrà patire anche l’albero che si è impiantato in Occidentè. Il cristianesimo nasce proprio da quelle radici». Ecco perché, sottolinea il presidente della Conferenza Episcopale italiana, «è importante il confronto tra chiese piccole, chiese perseguitate, chiese con pochissimi credenti come le chiese occidentali della Libia, della Tunisia o dell’Egitto; sarà molto importante sentire anche la voce di tutte le chiese che hanno vissuto le guerre dei Balcani. Infine le nostre chiese, come l’Italia e la Francia, con i problemi di secolarizzazione».


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