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Gianluca Jacobini, ex codirettore della Banca popolare di Bari, nelle settimane precedenti l’arresto, stava valutando «un eventuale trasferimento a Londra con la famiglia». È quanto emerge dal contenuto di alcuni messaggi di whatsapp estrapolati dal telefono che la Guardia di Finanza gli ha sequestrato durante la perquisizione contestuale al suo arresto.

 

Una sintesi di questi messaggi e documenti è riportata nelle motivazioni del Tribunale del Riesame che ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Dal 15 dicembre 2019, due giorni dopo il commissariamento della banca, fino al 30 gennaio 2020, vigilia degli arresti, Gianluca Jacobini e il suo interlocutore «facendo riferimento al coinvolgimento nelle vicende che hanno interessato la BPB, discutono di un eventuale trasferimento a Londra». «Londra per un paio di anni, unica soluzione, dovete cambiare aria» gli scrive il suo contatto e Jacobini risponde «devo trovare qualcosa da fare e vengo al volo».

 

«Poi se ci sono rilievi la magistratura faccia il suo corso, inizia a spostarti» gli suggerisce ancora l’interlocutore. Tra i messaggi ci sono anche contatti con dirigenti della Banca d’Italia e con imprenditori clienti dell’istituto di credito barese.


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