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Turni e code per ogni attività con obbligo di mascherine e distanza di sicurezza: così ripartirà l’Italia nella fase 2 dell’emergenza coronavirus dal 4 maggio. Il Corriere della Sera anticipa le procedure per la ripresa graduale della vita sociale ed economica che provocheranno un definitivo cambio nelle abitudini quotidiane.

Durante la riunione del comitato tecnico scientifico il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rivolto un monito: “La tutela della salute resta al primo posto, però i motori del Paese non possono restare spenti troppo a lungo” mentre è preoccupato “per la tenuta psicologica dei cittadini, per l’ordine pubblico e per l’impatto delle chiusure sull’economia”.

Per far tornare in attività imprese, aziende e studi professionali le misure di sicurezza dovranno garantire il minimo degli accessi negli uffici e bisognerà privilegiare lo smart working. La stessa regola si applicherà ai negozi e a tutti gli altri settori che prevedono la presenza dei clienti – dai supermercati alle farmacie. Con l’obbligo per i lavoratori che hanno contatti con il pubblico di indossare guanti e mascherine. I dispositivi dovranno essere alla portata di tutti i cittadini in modo da poterli utilizzare quando si trovano con altre persone o devono entrare nei negozi. Le prime riaperture saranno soprattutto simboliche, come le librerie e le cartolerie.

Per la scuola invece i tempi saranno più lunghi. Gli scienziati dicono no alla ripresa in asili, scuole e università. Si tratta di una fetta della popolazione da 12 milioni di persone: otto milioni e mezzo di studenti, un milione di docenti e uno di personale, più i genitori.


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