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«In questo momento l’interesse della Regione Puglia, come istituzione e come territorio economico, è quello di salvaguardare la Banca Popolare di Bari e gli azionisti, perché se gli azionisti non si salvano, rischiamo di avere migliaia di aziende che falliscono». Lo ha detto il governatore Michele Emiliano durante una video assemblea che – organizzata dall’associazione di azionisti e risparmiatori della Popolare di Vicenza «Noi che credevamo» – ha ospitato un dibattito sulla banca di Bari commissariata a dicembre 2019 per il grave dissesto causato dalla precedente gestione, i cui ex amministratori sono stati arrestati il 31 gennaio 2020 per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza.

L’argomento in discussione nell’assemblea è stato la trasformazione in Spa che «non voteremo – ha detto Alessandro Frezza, uno dei 70mila azionisti – se non avremo garanzie». Sulla questione Emiliano ha spiegato che «una battaglia del genere regge solo se dietro il piano di risanamento c’è la ridefinizione del suo ruolo, cioè deve tornare ad essere una banca del territorio. Se la si estrapola dalla Puglia, l’operazione è portarsi via quel che rimane della banca salutando tutti. Noi dobbiamo fare un piano di capitalizzazione, se è possibile anche con il temporaneo ingresso della Regione nel capitale, che dia rassicurazioni sul fatto che la banca rimane lì, che mantiene il suo ruolo». «La Banca Popolare di Bari – ha detto ancora Emiliano – è riuscita ad acquisire la fiducia di moltissimi risparmiatori e imprese in misura fondamentale per l’economia pugliese e un cedimento di questa banca corrisponderebbe ad un danno incalcolabile».


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