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Divise e giacche da lavoro esposte come manifesti, per urlare la difficoltà della categoria. Accade a Bari, in Piazza Mercantile, dove sulle vetrine esterne del ristorante Black and White da ieri sono appesi gli abiti da lavoro dello chef Daniele Caldarulo – patron dello stesso ristorante barese – ma anche dei suoi colleghi dell’Osteria Sopravento, di Olio e Farina, Urban Cucina a Peso e di altri ristoranti chiusi a causa delle misure restrittive emanate dal governo.

Misure che potrebbero essere allentate già dalle prossime settimane ma che, secondo la categoria, necessitano di aiuti importanti da parte del governo: “Non sta andando tutto bene”, si legge, infatti, su un cartello apposto di fianco ad una divisa da chef.

Il riferimento è, in particolar modo, ai ritardi riscontrati nel ricevere la cassa integrazione per i tanti dipendenti delle strutture ricettive, che, in vista di una ipotetica apertura a partire dal 18 maggio, si chiedono come poter far fronte alle spese di gestione e per il mantenimento del personale: “Se apriamo falliamo – raccontano i ristoratori – Il 18 ci dicono di aprire ma senza nessun aiuto concreto rischiamo di abbassare per sempre la saracinesca dei nostri locali. Fino ad ora il governo è stato bravo con le promesse, ma di reale a noi non è arrivato niente. Ci sono dipendenti che aspettano la cassa integrazione e non sanno come dare da mangiare ai figli”.


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