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Questo pomeriggio il Consiglio comunale è chiamato a discutere il regolamento relativo alla cura e alla manutenzione del verde urbano. Con l’approvazione del regolamento si concluderà un iter amministrativo avviato oltre due anni e mezzo fa, grazie alla preziosa collaborazione della Consulta dell’Ambiente che ha di fatto provveduto alla stesura della prima bozza del provvedimento e alla revisione del testo dopo le osservazioni degli uffici comunali.

Il regolamento, strutturato in 8 capitoli, 43 articoli e 2 allegati, si applica sia al settore pubblico sia a quello privato: riguarda tutti gli spazi verdi pubblici – aperti e recintati, di pertinenza degli edifici di proprietà pubblica (come i giardini scolastici), gli alberi che costeggiano le strade cittadine – e quelli privati, rispetto ai quali offre indicazioni sulla manutenzione e sulle progettazioni relative ai nuovi insediamenti.

I criteri individuati interessano la gestione, l’incremento e la realizzazione di nuovo verde urbano, con indicazioni utili sulle specie arboree (59) e arbustive (26) consigliate per il nostro territorio. Per la prima volta, inoltre, vengono previste delle sanzioni per chi non rispetti le linee contenute nel regolamento e danneggi il patrimonio verde cittadino.

L’obiettivo generale del regolamento è quello di disciplinare la manutenzione, la gestione e la progettazione del verde cittadino, in modo tale da preservarlo anche attraverso la difesa fitosanitaria, il controllo delle specie infestanti e la salvaguardia delle siepi e degli arbusti. Inoltre, grazie all’interlocuzione con la Consulta per l’Ambiente, è stata posta una nuova attenzione rispetto all’utilizzo delle cosiddette piante allergizzanti (art. 29) cui vengono preferite essenze che non presentano rischi per le persone allergiche.

Nel provvedimento vengono anche fissate le modalità di autorizzazione e stima delle aree verdi pubbliche con l’individuazione dei valori ornamentali dei giardini e la quantificazione dei relativi eventuali danni causati al patrimonio arboreo. Per questo il documento contempla dei criteri molto stringenti di salvaguardia e di tutela delle aree verdi anche in relazione alle attività di cantiere che possano in qualche modo interessarle, ad esempio indicando le modalità di scavo in prossimità di alberi o arbusti o quelle per l’esecuzione degli impianti tecnologici o di illuminazione all’interno delle aree verdi o ancora le regole da seguire per allestire i cantieri in presenza del verde pubblico.

Un capitolo è interamente dedicato all’uso, alla fruizione e all’affidamento degli spazi verdi pubblici: vengono individuate le destinazioni, le modalità d’accesso, l’articolazione di zone dedicate alle attività ludiche e sportive e allo sgambamento dei cani, nonché le regole per la partecipazione dei cittadini alla cura e alla valorizzazione del verde anche attraverso forme di affidamento e sponsorizzazione.

“Questo regolamento ha seguito un iter particolarmente lungo, ulteriormente complicato dal passaggio di consigliatura – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso – che, all’avvio del secondo mandato, è stato anche sottoposto ai pareri dei cinque Municipi per le ulteriori integrazioni. Si tratta comunque di un documento che segnerà un passaggio epocale per la città che, per la prima volta nella sua storia, si dota di uno strumento istituzionale per la cura e la progettazione del verde urbano in ottemperanza alla legge n.10 del 2013.

È stato un lavoro accurato, frutto del confronto fondamentale con la Consulta per l’Ambiente e dell’esperienza maturata nel primo mandato, nel corso del quale abbiamo scelto di valorizzare le lavorazioni a verde con la progettazione e la realizzazione di nuovi giardini, parchi e piazze, tutti con una forte impronta green. È il caso di Loseto, Catino, ex Rossani, via Carrante, via Siponto, via Suglia, via Tridente, piazza Disfida di Barletta, piazza Redentore, piazza Diaz a Ceglie, via Donadonisi o dei due giardini in via Ricchioni, tutti già realizzati o in via di completamento. Senza dimenticare i parchi e le aree verdi di prossima esecuzione, come l’ex Gasometro, il parco per tutti a Torre a Mare, il nuovo park & ride di largo 2 Giugno con 100 nuovi alberi, via Dante che diventerà tutta alberata o piazza De Nicola, e ancora il parco della Rinascita della ex Fibronit o il lungomare di Santo Spirito in cui è prevista la piantumazione di molte nuove alberature.

In questi anni, inoltre, abbiamo valorizzato molte aree verdi esistenti attraverso la realizzazione della nuova illuminazione e degli impianti di videosorveglianza, come nel caso di parco 2 Giugno, pineta San Francesco, parco Giovanni Paolo II, piazza Isabella d’Aragona, pineta di San Luca, piazzetta dei Papi, piazza Risorgimento, giardini di via Loiacono, giardino don Tonino Bello al Villaggio Trieste, parco Gargasole, dell’area verde tra via Papalia e via D’Avanzo e del giardino, attualmente poco utilizzato per la scarsa illuminazione, tra via Troisi, via Toscanini e via Gentile nei pressi del comando della Polizia locale.

A questi, infine, si aggiungono tutti gli interventi di greening stradale realizzati nel corso dei cantieri di riqualificazione, penso a via Sparano, via Amendola, via Caldarola compresa l’area di parcheggio con decine di alberi ma anche via Conenna a Sant’Anna con la piantumazione di centinaia di ulivi.

Una città in grado di tutelare e incrementare il proprio patrimonio green è una città attenta alla qualità dell’ambiente e delle relazioni umane”.

“La Consulta per l’Ambiente, orgogliosa di essere stata promotrice della dotazione di un regolamento del verde pubblico e privato nella città di Bari – ha evidenziato la presidente Antonella Calderazzi – auspica che vi sia una collaborazione con l’amministrazione per rendere il regolamento maggiormente idoneo alla situazione attuale, mediante alcune integrazioni da effettuare anche alla luce dei recenti decreti legislativi in merito alla sicurezza sanitaria. Va considerato, inoltre, che l’approvazione del regolamento rappresenterà solo il primo passo verso un utilizzo più moderno del verde pubblico, coerentemente con la nuova strategia europea per una visione del verde quale servizio ecosistemico a tutela e garanzia dello sviluppo sostenibile delle aree urbane. La Consulta, infine, prende atto dell’interesse dimostrato dall’amministrazione in questi ultimi anni verso la gestione del verde pubblico e ribadisce la volontà di operare in sintonia con il Comune di Bari per il bene della città e dei suoi cittadini”.


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