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“Caro Matteo, da ormai un anno, l’intera originaria classe dirigente del partito sul territorio regionale, fatta di amministratori e militanti di “Noi con Salvini” prima e della Lega-Salvini Premier poi, è stata del tutto estromessa dalla vita politica interna, al punto che i massimi organi collegiali del partito risultano non rappresentativi della reale consistenza sul territorio”: inizia così una lettera inviata a Matteo Salvini da 108 persone tra amministratori pugliesi della Lega e iscritti.

I firmatari criticano la scelta di proporre alla coalizione di centrodestra la candidatura di Nuccio Altieri: “Indicazione assolutamente priva del necessario riconoscimento sia all’interno dello stesso partito, che all’esterno perché, come globalmente riconosciuto, priva di consenso e radicamento territoriale”. Tra i firmatari compaiono i nomi anche di Enrico Balducci, attuale componente dell’Esecutivo regionale, e del consigliere comunale di Bari, Michele Picaro. “Risultano raffreddati o irrimediabilmente perduti – sostengono – i rapporti precedentemente costruiti ed il coinvolgimento con realtà rappresentative dei corpi intermedi, dalle categorie produttive a quelle professionali, dalle famiglie alle confessioni religiose”. “La mancanza di proficua presenza politica della Lega in Puglia – prosegue la lettera – emerge con innegabile evidenza nella vicenda delle imminenti elezioni regionali. Dopo il grande successo ottenuto alle elezioni europee del 2019, la Lega era nelle condizioni politiche di determinare un successo storico del centrodestra in Puglia anche rivendicando un proprio candidato presidente. Avremmo potuto costruire una candidatura alla quale non solo gli alleati non avrebbero potuto opporre alcunché ma, soprattutto, che avesse possibilità concrete di vittoria”. La missiva si chiude con l’invito rivolto a Salvini “a intervenire” per evitare di favorire la rielezione di Michele Emiliano.


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