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Ok dalla Regione Puglia alla realizzazione di una pista ciclabile in corso Italia. Un intervento, progettato da FAL d’intesa con il Comune di Bari, dell’importo complessivo di 800.000 euro, che ha come obiettivo la riqualificazione dell’area pubblica antistante il fabbricato Viaggiatori delle FAL, attraverso il rinnovamento dei materiali di finitura e la ridefinizione degli spazi pedonali e carrabili con la realizzazione di una pista ciclabile, in sede propria, a doppia corsia. Nell’ambito dell’intervento è prevista anche la riqualificazione complessiva della strada che avrà nuovi sottoservizi impiantistici e finiture, alberature, una nuova illuminazione e un camminamento pedonale rinnovato su entrambi i lati, al servizio degli utenti ferroviari e dei cittadini.

“Siamo particolarmente soddisfatti di questo finanziamento – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso – perché si tratta di un progetto, in continuità con quello di riqualificazione del fabbricato Viaggiatori a cura delle FAL, che trasformerà totalmente corso Italia, rendendola una strada decisamente più bella, vivibile e accessibile a tutti. Quella che attualmente si presenta come un’arteria spesso caratterizzata da situazioni di degrado, diventerà un percorso alberato e illuminato, totalmente accessibile alle persone ipovedenti e con diverse abilità, al servizio della “mobilità lenta”, perfettamente in linea con quanto intendiamo portare avanti in più punti della città attraverso il progetto “Open Space. Ma questo sarà soltanto l’inizio del processo di riqualificazione di quella zona, perché è intenzione dell’amministrazione rinnovare anche la restante parte di corso Italia, quella contraddistinta dalla presenza del viadotto ferroviario nel tratto che dal sottopassaggio di via Quintino Sella si inoltra nel quartiere Libertà”.

La pista ciclabile, che percorrerà corso Italia nel tratto che va dal sottovia all’altezza di via Quintino Sella fino a Piazza Moro, si integrerà con le varie componenti della strada e del marciapiedi risolvendone le varie interferenze: le interruzioni per gli attraversamenti pedonali, per l’accesso all’autorimessa e per la collocazione della fermata dell’autobus cittadino spostato dal civico 80 al numero 102. In questo caso, la pista subirà una deviazione verso l’interno, consentendo ai cittadini in attesa di sostare sul marciapiedi.

I materiali e gli elementi che verranno utilizzati intendono stabilire una continuità con il resto della città, attraverso la pavimentazione in pietra di Trani scelta per creare un collegamento con quella esistente nella zona antistante la stazione centrale. Mentre per il fondo della pista ciclabile si utilizzerà un asfalto resinato nelle tonalità dell’ocra.

Da un punto di vista impiantistico si provvederà, visto l’inserimento della pista ciclabile, al convogliamento delle acque meteoriche, secondo le nuove modalità, in apposite canaline di scolo puntuali, poste sul margine tra marciapiede e pista ciclabile. Saranno aggiornate anche tutte le reti dei sottoservizi alla luce delle nuove destinazioni degli immobili esistenti e per l’introduzione di nuovi elementi tecnologici necessari (Enel, Telecom) con l’eliminazione degli elementi obsoleti o inutilizzati.

Particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità delle persone con disabilità motoria e ipovedenti dotando lo spazio di scivoli realizzati con masselli di pietra, per agevolare l’attraversamento e il superamento dei dislivelli, mantenendo nel rifacimento delle pendenze lievi. Sarà, inoltre, integrata la pavimentazione con il sistema modulare Loges Vet Evolution, riconoscibile il senso tattilo-plantare, la valutazione dei dislivelli o la guida del bastone.


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2 COMMENTI

  1. perchè non chiudere gli archi sotto la ferrovia per tutto il tratto di corso Italia da adibire a piccole attivita commerciali e bar con tavoli da tenere viva la zona e toglierla dal degrado di drogati, barboni .

  2. Saranno pure Fondi Europei da saccheggiare allegramente ma non vi sembrano troppi 800 mila euro per 800 metri di pista ciclabile? Fanno 1.000 euro al metro, 1 milione di euro a chilometro. Neppure l’autostrada costa tanto. Continua il triste fenomeno delle pisted’oro.

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