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Oltre 2mila euro per l’abbonamento stagionale. È il prezzo da pagare per un’estate al mare, almeno per quanto riguarda alcuni dei lidi privati pugliesi e, in particolar modo, della città di Bari. I prezzi variano a seconda degli stabilimenti e in base ai servizi per i quali si fa richiesta: mentre per alcuni lidi le tariffe sono rimaste invariate, per altri, l’aumento raggiunge i 500 euro in più rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda gli ingressi giornalieri, si parte da un minimo di 8 euro fino ad arrivare agli oltre 50 per gli stabilimenti all inclusive, in cui è possibile fruire di gazebo, lettini, sdraio, ma anche ombrelloni, docce calde e parcheggio. Con i pacchetti, validi per almeno due settimane, si parte invece da un minimo di 30euro a un massimo di 90euro circa. Per gli stabilimenti che preferiscono soluzioni mensili, invece, si passa da un minimo di 100 euro, fino ad un massimo di 1.100. Il prezzo mensile più alto, nella maggior parte dei casi, prevede un minimo di tre ingressi, più ombrellone e sdraio, mentre il prezzo per l’intera stagione, secondo una media dei costi dei lidi del barese, oscilla dai 600euro agli oltre 3000 euro, ai quali vanno aggiunti servizi spesso non previsti dagli abbonamenti, come ad esempio i pasti.

Insomma, per una famiglia di quattro persone, calcolando i servizi aggiuntivi, il prezzo medio per l’intera estate potrebbe variare da una fascia minima pari a 600-800 euro ad una che arriva ai 3.500 euro. Nonostante i costi siano diversi a seconda dei lidi e dei servizi per i quali si fa richiesta, resta il fatto che il lockdown e la conseguente necessità di rispettare nuovi protocolli, ha determinato un notevole aumento dei prezzi, soprattutto nel tentativo di pareggiare i conti.

“Rispetto all’anno scorso il prezzo si è triplicato, andare al mare ormai è diventato un privilegio – commenta Angela, una mamma barese, che precisa – Capisco la situazione, ma è la condizione di tutti. I lidi devono rientrare nelle spese, ma molti sono rimasti a casa senza lavoro: come possono i gestori pretendere di ottenere un riscontro positivo?”.

Lo stesso pensiero è condiviso da Michele: “Non ci si rendo conto che si sarebbe potuto guadagnare di più mantenendo invariati i prezzi piuttosto che aumentandoli. Moltissima gente, presa dalla paura per il virus, avrebbe preferito i lidi alla spiaggia libera, perché sicuramente più controllati a livello igienico e sanitario, così però non è possibile” – ha commentato invece Michele, padre di famiglia. Insomma, l’estate al mare potrebbe costare molto cara per diverse famiglie, soprattutto per quelle che, con il lockdown, hanno perso il lavoro, hanno visto dimezzati i propri stipendi o, addirittura, sono ancora in attesa della cassa integrazione.


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