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“Sono certo che nessuno dei colleghi del Consiglio regionale sia tra i cosiddetti furbetti del bonus Iva. Ma è giusto approfondire la questione ed è giusto che l’Inps, nel caso, renda pubblici i nomi”, così Peppino Longo, vicepresidente del Consiglio regionale pugliese e presidente di Realtà pugliese.

“Più in generale- prosegue – c’è una parte della classe politica nazionale e locale che deve chiedere scusa ai cittadini. Quel bonus era una misura di pronto soccorso per tutte le partite Iva impoverite dal lockdown e, per raggiungerne il maggior numero nel minor tempo possibile, doveva essere per tutti: altrimenti, a furia di carte bollate e controlli, avrebbe mancato lo scopo. Com’è accaduto per la Cig straordinaria, che ha le sue regole pluridecennali e infatti non è ancora arrivata a tutti; e per la nuova norma sui prestiti bancari garantiti dallo Stato che, provenendo da istituti privati, richiedono un’istruttoria minima su solvibilità, bilanci, garanzie, con tempi spesso lunghi”.


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