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Per il lockdown a molti studenti e studentesse è stata negata la possibilità di svolgere esami per  mancanza di strumenti digitali o per altre problematiche legate alla quarantena. Per gli studenti borsisti questo ha significato l’impossibilità di raggiungere i crediti formativi necessari per risultare idonei e beneficiari di Borsa di studio. La denuncia è di Link Bari.

“Dopo mesi di trattative – si legge in una nota –  con la Regione Puglia e Adisu Puglia sono state predisposte due misure molto parziali, un bonus di 500 euro per l’acquisto di strumenti digitali ed un bando straordinario per l’accesso alle borse di studio ADISU. Tale ultimo bando risulta essere una misura fortemente insufficiente della Regione Puglia ma questione ancor più grave è che di questo bando, che sarebbe dovuto uscire il 13 agosto, non si hanno più notizie”.

“Con il nuovo anno accademico alle porte – dichiara Savino Ingannamorte, Coordinatore di Link Bari – scopriamo con amarezza che del bando straordinario Covid-19, che sarebbe dovuto uscire in data 13 Agosto, discusso con l’Adisu e approvato il 22 luglio 2020 dal Consiglio di Amministrazione non si hanno più notizie. Il bando in questione prevederebbe 5 crediti bonus  in più rispetto al bando ordinario, una quota non sufficiente a colmare nemmeno i crediti di un esame, per di più la partecipazione a questo bando comporterebbe una riduzione della borsa di studio pari al 20% del totale”.

“L’amministrazione regionale, oltre ad aver stilato un bando straordinario poco chiaro e non rispondente alle necessità degli studenti e delle studentesse causate dal lockdown – continua Alessandro Digregorio, senatore di Link Bari – con il suo silenzio e il suo ritardo nel far uscire il bando straordinario dimostra ancora una volta superficialità e disinteresse per i bisogni di quei giovani che studiano negli atenei pugliesi. Gli studenti sono da sempre le vittime sacrificali in situazioni di crisi, oggi non può più essere così. Da 10 anni i continui tagli all’università e la presenza di criteri di merito per accedere alle borse di studio hanno espulso milioni di giovani dai processi formativi, per questo rivendichiamo nuovamente l’abolizione del criterio di merito per accedere ai servizi di Diritto allo studio. In una regione come la nostra, in cui ogni anno migliaia di studenti sono obbligati ad andare fuori o a rinunciare agli studi, un sistema di diritto allo studio più efficiente potrebbe essere lo strumento per far crescere la nostra regione e per rendere i nostri atenei più accessibili. Da questa crisi si deve ripartire ridando centralità e peso alle università.”

“ Dopo mesi di interlocuzioni e di tavoli con la Regione Puglia e con l’ADISU Puglia  non possiamo accettare questo silenzio sul bando straordinario. Chiediamo che l’amministrazione Regionale fornisca risposte e si adoperi quanto prima per far partire il bando in questione. Le migliaia di studenti e studentesse che hanno fatto affidamento su questo bando per accedere alle borse di studio oggi potrebbero dover abbandonare l’università. Per questo vogliamo chiarezza quanto prima”, conclude il coordinatore del Sindacato Universitario.


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