La Procura di Bari ha chiesto il giudizio immediato per Francesco Cuoccio, il 39enne arrestato lo scorso marzo con l’accusa di aver portato e tentato di far esplodere un ordigno rudimentale all’interno della sala del Regno dei Testimoni di Geova, nel quartiere Carrassi. I fatti risalgono al primo marzo scorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, coordinati dal procuratore aggiunto Marcello Quercia, l’uomo avrebbe raggiunto il luogo di culto a bordo di una bicicletta a noleggio, chiedendo di partecipare alla funzione religiosa in corso, alla quale erano presenti circa settanta persone, tra cui numerosi minori.
Una volta all’interno, avrebbe posato a terra un sacchetto blu, attirando l’attenzione dei presenti per il forte odore di benzina. I fedeli, insospettiti, hanno immediatamente allertato il 112, facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine e la fuga dell’uomo. All’interno del sacchetto gli artificieri hanno poi rinvenuto un ordigno rudimentale composto da una tanica di benzina, riempita poco prima in un distributore, collegata a un innesco. Il dispositivo è stato disinnescato in sicurezza.
Il 39enne è stato arrestato circa dieci giorni dopo. Nei suoi confronti le accuse sono di fabbricazione e detenzione di materie esplodenti, porto di ordigno incendiario e turbamento di funzioni religiose. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Nicola Bonante non esclude che alla base del gesto possa esserci stata una “matrice teologica” o una forma di fanatismo religioso.