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Ai Comuni servono 20 miliardi per far ripartire l’Italia. A chiederli è il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro, che oggi presenta al ministro degli Affari Europei Enzo Amendola, titolare della cabina di regia del governo sui fondi Ue, il documento «Città-Italia» sottoscritto dai sindaci italiani. Rispetto ai 200 miliardi del Recovery Fund, osserva Decaro, la richiesta dei Comuni «è il 10% come per tutti i fondi europei, quindi non stiamo chiedendo la luna».

Il piano dei Comuni prevede 10 punti: efficientamento energetico ed energia verde; mobilità sostenibile; recupero e riuso dei rifiuti; reti digitali; piano scuola; edilizia abitativa per contrastare le povertà; recupero periferie; beni culturali e ambientali; patto con le città metropolitane; creazione di una scuola nazionale per la formazione di una classe dirigente della Pubblica Amministrazione. «Sono tutte cose che i sindaci italiani stanno già facendo pur senza soldi», sottolinea Decaro. «Ora ci diano i mezzi e l’Italia la facciamo ripartire noi». Per Decaro non c’è un problema di cifre. «L’Italia ha avuto una quota significativa. La questione è semplice: se pensano che questi soldi debbano essere divisi come al solito un pò a te, un pò a me, tanto a quel ministero, tanto a quello, avranno perso un’occasione storica per rifare l’Italia», avverte. La scuola «è il problema dei problemi. Stiamo lavorando, stiamo rifacendo i muri, distanziamento eccetera. Ebbene ci siamo posti ad esempio il problema del trasporto scolastico? Servono 220 milioni. Non li abbiamo ancora visti. Capisco che non è facile far ripartire le scuole, come si sta vedendo in tutto il mondo. Ma quello è l’esame decisivo e i problemi poi dovranno sorbirseli i sindaci».


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