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Una storia di eccellenza tutta pugliese nel campo degli studi e della scienza. È la storia di Federica De Gregorio, studentessa 31enne che ieri ha conseguito in streaming e con una votazione di 110 e lode la Laurea in Medicina con il professor Sergio Lo Caputo, della clinica di Malattie infettive del Policlinico Riuniti di Foggia. Un lavoro di tesi incentrato sul tema del Coronavirus e sui suoi effetti successivi nei confronti dei pazienti guariti dalla malattia. Argomento quanto mai attuale, visto il momento di massimo picco della seconda ondata di contagi e vista la coincidenza di una laurea conseguita durante la stessa incubazione della malattia. “Mi è piaciuta così tanto questa tesi che ho voluto provarla in prima persona”, è il commento scherzoso della neolaureata Federica, che ha scoperto da poco di aver contratto di virus in famiglia e che risulta paucisintomatica.

Il focus del lavoro conclusivo del percorso di studi della giovane si è concentrato sui sintomi persistenti nel periodo di tempo di tre mesi dopo la guarigione dal Covid19, quindi l’astenia, gli aspetti depressivi che spingono all’isolamento per un certo periodo, la ricerca dei residui di malattia (tosse, mal di testa e leggeri acciacchi quotidiani), il cambiamento delle abitudini legato ad aspetti psicologici: un follow-up su un ristretto numero di pazienti che sarà ampliato e che proseguirà nel tempo. La tesi di Federica è stata completata anche con lo studio sierologico per analizzare la presenza di anticorpi per Covid-19 e studiare l’immunizzazione del soggetto nei confronti del virus: a tre mesi dal contagio lo studio ha rilevato che la maggior parte dei pazienti ha mantenuto le IgG (compaiono dopo 15 giorni dall’esposizione del virus), responsabili della protezione a lungo termine contro i microrganismi, e quindi ‘regalando’ potenzialmente protezione contro una nuova infezione perché il sistema immunitario ha memoria verso un microrganismo già entrato nel corpo. Questo è solo il primo step dello studio che prevede il monitoraggio clinico e strumentale delle persone guarite da Covid19 a 6 e 12 mesi dal momento in cui hanno appurato la positività al virus.

“Viverlo in prima persona mi ha fatto comprendere come siano forti le ripercussioni psicologiche a breve termine – racconta la neo dottoressa – sono gli aspetti su cui si è concentrata la mia tesi, scelta prima che mi ammalassi e che ho potuto approfondire con esperienze “vive”. Anche i miei genitori sono positivi al virus, paucisintomatici e anche la loro reazione mi è stata utile per completare lo studio – prosegue Federica – dei 57 pazienti venuti in ambulatorio nel post acuzie, più della metà ha manifestato disturbi dell’umore e insonnia, poi pazienti con astenia e infine quelli che presentavano iposomia e anosmia, un’osservazione di quello che può succedere a chi ha presentato una malattia grave/severa e alle modalità di ritorno, gradualmente, a una vita normale pre-Covid”.

L’esperienza della malattia non sembra, comunque, aver scoraggiato la studentessa circa la prosecuzione dei suoi studi sul campo: “Mi piacerebbe specializzarmi in Malattie infettive ma non mi dispiace nemmeno Ginecologia. Adesso devo solo aspettare il tampone negativo e lanciarmi nei tirocinii post lauream per l’abilitazione, ma dubito potrò farli in presenza vista la situazione”, racconta, ricordando con affetto il momento in cui, al termine della seduta di Laurea, ha potuto salutare i suoi amici accorsi sotto casa per festeggiarla, da lontano, con striscioni e sorrisi.


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