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“Dona invece di inquinare”: è uno dei motti portato avanti dalla barese Simona Emilio, allenatrice di pallavolo e attivista per l’ambiente che, ormai da un anno, ha messo su un gruppo social, dal titolo “Double-P Paese Pulito”, all’interno del quale sensibilizza i partecipanti al tema dell’ambiente.

Protagonista delle ultime vicende denunciate dall’allenatrice, in particolare, una stradina del V Municipio situata a Palese. Da frigoriferi a televisori, fino ad arrivare decorazioni natalizie, divani, ma anche a residui di aziende di costruzione e non solo. Ormai, percorrendo il tratto di strada di campagna che sfocia direttamente sulla strada che porta all’aeroporto di Bari, si ha l’impressione di essere in una vera e propria discarica a cielo aperto.

“La situazione è ormai la stessa da molto tempo, anzi, è addirittura peggiorata” – ha commentato Simona Emilio sottolineando che, negli ultimi giorni, nelle campagne limitrofe alla strada, sono stati buttati addirittura dipinti, vestiti e scarpe.

“Da qualche tempo la campagna è stata riempita di oggetti che al posto di essere gettati illegalmente, potevano essere invece riciclati, magari donati ad associazioni o a persone bisognose. Non riesco a capacitarmi del motivo per il quale i cittadini preferiscono una via per loro facile, quando la strada che non percorrono potrebbe non solo salvaguardare l’ambiente, ma anche supportare moltissime persone che magari di vestiti, scarpe, ma anche divani, hanno bisogno” – ha sottolineato.

Da qui l’idea: “Perché non donare, invece di inquinare?”. Nel giro di un giorno, l’attivista e allenatrice, ha “messo ordine” nel caos dei rifiuti allestendo una vera e propria mostra in tutta la stradina. Nello specifico, ha adornato la strada con i quadri e messo in esposizione tutte le scarpe trovate.

“Inizialmente puntavo sull’ironicità, nella speranza che chiunque passasse si accorgesse dello scempio, magari proprio perché attirato dagli oggetti in esposizione. I quadri sono andati a ruba, il giorno dopo non li ho più trovati, mi chiedo se a riprenderseli non sia stato chi li ha buttati. Le scarpe invece, forse anche giustamente, sono ancora lì, ed è un vero peccato – ha spiegato la ragazza – sicuramente la mia è stata un’azione di impatto, che ha fatto breccia in qualche passante, quella strada, come tante altre, è molto trafficata, possibile che sia così indifferente agli occhi degli altri? Mi piacerebbe – ha continuato la ragazza – Sensibilizzare i cittadini a buttare in maniera corretta i propri rifiuti, ma anche creare uno spazio sul territorio utile per lo scambio, in cui, chi ha, al posto di buttare, possa donare. Potrebbe servire per arginare il problema delle discariche abusive. Fa già male vedere l’ambiente così pieno di immondizia, sapere che chi lo fa non pensa neanche alle diverse opportunità crea ancora più sconforto”.

Per questo mette a disposizione il gruppo, nato per caso proprio nel tentativo di condividere e sensibilizzare. “Ero molto impegnata con il lavoro, non riuscivo mai a trovare il tempo per partecipare alle molte clean-up organizzate dalle diverse associazioni del territorio – ha spiegato – da qui la volontà di creare il gruppo, all’interno del quale spronare me stessa e la gente ad essere attivi e attenti sempre, anche da soli, ripulendo gli spazi dei luoghi a prescindere dagli appuntamenti organizzati appositamente. Ho avviato questo percorso ormai quasi un anno fa mossa dalla volontà di far capire alla gente che anche da soli si può fare la differenza ed è il momento di darsi da fare, perché da quando ho iniziato, ad oggi, sono stata ascoltata pochissime volte dai politici della zona, sono consapevole del fatto però che non serve aspettare che si diano da fare loro, dobbiamo sentirci tutti parte attiva del territorio e chissà, dando il buon esempio, magari si ottiene un effetto domino – ha concluso l’allenatrice.


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