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“Non vogliamo una guerra tra genitori, tutti abbiamo a cuore i nostri figli e i nostri cari”. Rispondono così, con non poco rammarico, i “Genitori pugliesi favorevoli alla Dad”, al centro di una polemica che ha visto muovere nei loro confronti l’accusa di preferire la didattica a distanza, nonostante in molti permettano ai propri figli di frequentare comunque parchi o centri commerciali.

Una risposta che, nello specifico, arriva subito dopo un post pubblicato negli scorsi giorni da un dirigente scolastico di Bari. Si tratta, in particolare, di un post provocatorio nel quale il preside chiede ironicamente di fare lezione nei corridoi dei centri commerciali dopo aver contato, con i propri occhi (e nel giro di un’ora), circa 200 ragazzi in età scolare da 0 a 14 anni al centro commerciale di Santa Caterina. Il post, che ha fatto subito il giro del web, ha scatenato i commenti delle famiglie. Da una parte quelli favorevoli al ritorno a scuola, dall’altra, quelli favorevoli, invece, alla possibilità di scelta tra l’una e l’altra opzione.

“Siamo stanchi di essere accusati. La scuola in presenza è importante, ma per ora non è il momento di tornare tra i banchi – ha raccontato una mamma ai nostri microfoni facendosi portavoce del gruppo Genitori pugliesi favorevoli alla Dad – Non vogliamo essere giudicati, vorremmo tutti un ritorno alla normalità e alla scuola in presenza”.

L’intento, conferma la mamma, è univoco: quello di offrire l’opportunità di scegliere in un momento, quello attuale, che richiede enormi sacrifici a tutti, soprattutto a bambini e ragazzi i quali, oltre a dover vivere “a metà” a causa di una socialità stroncata dal Covid, devono anche convivere con la paura di poter contagiare i propri cari.

“Non vogliamo togliere l’opportunità ai genitori di mandare i propri figli a scuola – ha sottolineato la portavoce del gruppo – Capiamo le problematiche, ci sono mamme e papà che lavorano e non sarebbe giusto che loro rinunciassero alla scuola in presenza. Noi però vogliamo poter scegliere, non per paura, ma per proteggere i nostri cari più a rischio. Veniamo accusati con facilità, ma molti non conoscono quello che c’è dietro la nostra richiesta. Anche noi facciamo sacrifici enormi” – ha sottolineato la mamma raccontando la propria esperienza personale e la necessità di preservare la salute della propria famiglia.

Sono moltissimi infatti i genitori che, all’interno del gruppo, hanno sottolineato le proprie perplessità in merito alla mancanza di sensibilità da parte di chi “Non vede tutto quello che c’è oltre una scelta difficile come quella di non mandare a scuola i propri figli”. Tanti infatti i genitori che vivono questa scelta come obbligata a causa dei problemi di salute presenti all’interno delle proprie famiglie che vedono alto il rischio di complicazioni qualora ci fosse anche un solo contagiato in famiglia.

“E’ brutto che continuino a puntarci il dito senza comprendere le difficoltà che viviamo noi e i nostri figli – ha concluso la mamma – Ai miei figli è stato richiesto un enorme sacrificio, per loro non è facile. Vorremmo fosse chiaro che non c’è mamma di serie A o B. Siamo tutti genitori e tutti abbiamo a cuore i nostri figli. La scuola è importante, su questo non ci piove, al momento però vorremmo non essere giudicati per la scelta di preferire la Dad”.


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