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Puglia, nel 2020 imprese diminuite del 17,5% ma crescono le società di capitale (+3.647)

Pubblicato da: redazione | Ven, 22 Gennaio 2021 - 19:00
protesta movimento impresa commercianti

Lecce, Brindisi e Taranto sono le province pugliesi che hanno fatto registrare le migliori performance nel 2020, secondo i dati di Movimprese diffusi da Unioncamere Puglia. Sono state oltre 19mila le iscrizioni e più di 16mila le cessazioni al Registro delle imprese pugliesi nel 2020, con un tasso di crescita a +0,80% (la media nazionale è 0,32%), ma nonostante il saldo positivo di più di 3mila imprese, l’andamento dello scorso anno si è confermato caratterizzato da una diffusa incertezza per la pandemia.

In ogni modo, a fine dicembre 2020 erano 382.535 le imprese esistenti in Puglia, con le iscrizioni diminuite del 17,5%, in linea con il dato nazionale, e le cessazioni in calo del 20,4%, visto il forzato rallentamento delle attività in molti settori. In calo il numero delle ditte individuali (-152) e le società di persone (-568), a mantenere il segno più in Puglia sono solo le società di capitale (+3.647) e altre forme societarie (+64).

«Gli effetti pandemici sulla tenuta delle imprese sono mitigati e certamente rimandati all’uscita dei vari decreti ‘Ristorì – commenta Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia -. Le imprese un pò più strutturate rischiano meno. Chi soffre è soprattutto la microimpresa, alla quale dovremmo pensare di indirizzare gli sforzi maggiori in questo momento, perché sono comunque imprese che danno lavoro e quindi contribuiscono alla tenuta delle famiglie e dunque del Paese».

In Italia le imprese nate nel 2020 sono state 292.308. A fronte di queste, nello stesso periodo hanno definitivamente chiuso i battenti 272.992 attività. A fine dicembre 2020 lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.078.031 unità (iscrizioni sono diminuite del 17,2% e cessazioni in calo del 16,4%). Per stabilire l’entità degli effetti prodotti nel 2020 dalla crisi pandemica sul tessuto imprenditoriale, spiega Unioncamere, sarà utile attendere le risultanze del primo trimestre dell’anno in corso. Tradizionalmente, infatti, molte comunicazioni di chiusura dell’attività pervenute al Registro delle Imprese negli ultimi giorni dell’anno vengono statisticamente conteggiate nel nuovo anno.

foto di repertorio

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