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Policlinico di Bari, due milioni di euro per un progetto per la cura del rene policistico

Pubblicato da: redazione | Gio, 11 Marzo 2021 - 19:30
POLICLINICO gesualdo
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La Nefrologia universitaria del Policlinico di Bari si conferma quale centro di eccellenza e importante punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti selezionato la struttura barese quale destinataria di un finanziamento di 2 milioni di euro nell’ambito del bando “Ricerca indipendente”.

Il progetto vincitore, grazie al quale sono stati assegnati i fondi per la ricerca, riguarda una sperimentazione di farmaci per la cura del rene policistico (ADPKD). Il progetto è stato ideato e condotto dal prof. Loreto Gesualdo, ordinario di nefrologia e Presidente della scuola di medicina dell’Università degli studi di Bari, e dal dott. Giovanni Piscopo, medico nefrologo del Policlinico barese.

Lo studio metterà a confronto l’efficacia di due farmaci, tolvaptan e metformina, in 150 pazienti italiani con rene policistico, e sarà sviluppato attraverso il coinvolgimento di dodici Nefrologie da tutta Italia, il cui operato sarà coordinato dalla Nefrologia di Bari. Il lavoro è stato già avviato negli scorsi giorni; infatti la settimana scorsa sono stati arruolati i primi pazienti.

“Si tratta di un progetto di grande importanza perché apre prospettive interessanti per un nuovo approccio farmacologico alla malattia del rene policistico”, spiegano Gesualdo e Piscopo in occasione della Giornata mondiale del rene. “Inoltre – chiariscono – si tratta di uno studio totalmente indipendente da finanziamenti da parte delle case farmaceutiche ed è il primo di questo tipo condotto nell’Università di Bari. Permetterà di capire se, oltre all’unico farmaco attualmente disponibile per il trattamento del rene policistico, in futuro sarà possibile avvalersi anche di un altro supporto farmacologico. Si tratta della metformina, già da tempo impiegata nella cura del diabete e che secondo studi preliminari, anche della Nefrologia Universitaria del Policlinico, parrebbe efficace nel rallentare la progressione dell’ADPKD”.

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