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Ospedale Covid in Fiera a Bari, ecco perché le ambulanze vengono scortate

Pubblicato da: redazione | Lun, 15 Marzo 2021 - 16:00
scorta ospedale fiera

Tutti i pazienti, non solo quelli intubati o in terapia intensiva, saranno trasferiti dal Policlinico all’ospedale Covid della Fiera in ambulanze scortate dalla polizia locale o da altre forze dell’ordine. Lo ha stabilito la Prefettura per minimizzare i rischi dovuti ad esempio ad incidenti in strada. In realtà le scorte sono previste già per i pazienti gravi per i quali basta una sosta imprevista per peggiorare le condizioni di salute. Ora per l’ospedale Covid la Prefettura ha dato disposizioni di fare scortare le ambulanze che trasporteranno i pazienti Covid.

Questa mattina l’ospedale è stato aperto e ha cominciato ad accogliere i primi pazienti. L’obiettivo sarà svuotare il Policlinico, dove al momento i posti letto Covid sono in esaurimento, così come sta accadendo in tutti gli ospedali di Puglia.

A coordinare il piano di trasferimento è il dottor Gaetano Dipietro, già direttore della centrale operativa 118 di Bari ed esperto di emergenza-urgenza.
La struttura delle Maxi Emergenze si estende su un’area di circa 15 mila metri quadri ed è suddivisa in 10 moduli di degenza e relativi locali a servizio (spogliatoi e bagni dotati di tutti i comfort: docce, phon, armadietti). All’esterno dei moduli sono presenti delle control room, monitorate da personale medico h24, su cui sono visibili i parametri vitali di ciascun paziente ricoverato.
Sono presenti in tutto 152 posti letto predisposti con una configurazione strutturale e tecnologica che possa: consentire la presa in carico di pazienti con quadri clinici a differente intensità assistenziale; permettere lo step-up e step-down dei pazienti stessi, assicurando la continuità della gestione clinico assistenziale delle patologie, in base alle mutevoli necessità legate alla malattia; configurare una organizzazione flessibile, capace di fornire una tempestiva risposta assistenziale in caso di improvviso incremento della curva pandemica, assicurando i diversi livelli di intensità di cure richieste; consentire la presa in carico dei pazienti in termini di complessità del quadro clinico e di intensità di assistenza, prevedendo la presenza di setting non più suddivisi in reparti secondo le discipline dei vari professionisti, ma organizzati in base alle esigenze di cura dei pazienti; consentire di ospitare pazienti in condizioni critiche, che necessitano di monitoraggio intensivo delle funzioni vitali e da infusione continua di farmaci e presidi invasivi ed extracorporei, con assistenza intensiva e/o sub-intensiva.

 

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