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“Un altro immobile d’epoca sta per essere abbattuto nella nostra città”. A scriverlo, sui propri canali social, è Convochiamociperbari. Si tratta, in particolare, di Villa Vera, un’elegante costruzione in stile Liberty, degli inizi del 900, situata in via Amendola. Pochi giorni fa, in seguito all’abbattimento del muro perimetrale, i cittadini hanno potuto ammirarne la bellezza decidendo nell’immediato di mobilitarsi. L’appello di ConvochiamociperBari si unisce infatti al coro di Ande, Fai e Italia nostra che già negli scorsi giorni, avevano immediatamente richiesto un intervento al Sindaco di Bari, Antonio Decaro e al presidente della Regione, Michele Emiliano.

“Un’altra testimonianza di pregio del nostro passato sarà rasa al suolo e al suo posto sarà probabilmente costruito l’ennesimo anonimo fabbricato per civili abitazioni, privo di qualsivoglia elemento di bellezza, in una città che continua a decrescere come numero di abitanti” – scrivono. Nel corso degli ultimi anni sono diversi gli immobili d’epoca che hanno fatto spazio a strutture più moderne. Tra questi, sottolineano sempre da ConvochiamociperBari, il palazzotto ottocentesco di via Calefati, la sede della Birra Peroni di via Amendola, ma anche l’ex “fabbrica” di mandorle di Ceglie del Campo. “Solo per citare gli ultimi immobili abbattuti – sottolineano ancora specificando, inoltre, che complice di questo è in particolare il “Piano casa”, un decreto legislativo del 2008 che offre l’opportunità di ricostruire aumentando il volume delle abitazioni preesistenti del 35% e che, secondo l’organizzazione, non favorisce “la salvaguardia e la valorizzazione di edifici antichi e più in generale la costruzione di percorsi di sostenibilità urbana”.

 Si tratta, di fatto, di una questione molto dibattuta. Proprio qualche settimana fa, anche alcuni cittadini del V Municipio, avevano lamentato una situazione analoga nelle periferie, con l’inevitabile conseguenza che, con l’aumentare dei palazzi e l’abbattimento di ville storiche, oltre a “deturpare” il territorio, si sarebbe andati incontro a diverse problematiche, tra queste anche l’invivibilità di alcuni quartieri, con necessità di incrementare gli spazi per i parcheggi e di dover rinunciare a spazi che invece potrebbero conservare l’identità del territorio e magari, ospitare parchi e nuovi alberi.

“Chi vuole storia, cultura e rispetto del passato deve andare altrove, perché Bari, tranne la parte vecchia, è una città destinata a diventare, architettonicamente, sempre più anonima – hanno proseguito sulla pagina – riteniamo quindi di condividere e riproporre l’appello fatto da Ande, Fai e Italia Nostra al Sindaco di Bari e al Presidente della Regione Puglia, insistendo perché eviti quest’altro danno alla città” – hanno concluso.


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