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“Carissimo San Nicola, ma insomma, nemmeno quest’anno grandi luci, grande festa e tanta gente. Che succede San Nicola? Inventati qualcosa insieme ai tuoi marinai”. A scriverlo, in una lettera dedicata al santo patrono dei cittadini baresi è Domenica, assieme a suo figlio, che prende proprio il nome del protettore della città, Nicola. Anche quest’anno, così come accaduto l’anno scorso, l’emergenza sanitaria non ha reso possibile vestire la città a festa potendo godere a pieno delle tradizioni, ma anche di quelle giornate in cui i baresi riuscivano a dimenticarsi per qualche giorno dei problemi, accogliendo turisti celebrando in Basilica e per le vie della città.

Quest’anno, a differenza dell’anno scorso, in cui le celebrazioni liturgiche si sono tenute senza che nessuno potesse avere accesso in alcun modo, 130 fedeli hanno avuto l’opportunità di essere presenti in Basilica, con una città blindata e la diretta delle celebrazioni. Ma questo non è bastato a placare gli animi, soprattutto dopo un anno difficile per tanti . “San Nicola, ridai alla nostra città lo splendore di sempre, l’atmosfera felice che solo noi baresi sappiamo. Lo sai come siamo fatti, ci mettiamo un po’ capire le cose, apri le menti e i cuori e fa che tutto torni come prima anzi, meglio di prima – hanno scritto ancora Domenica e Nicola, riponendo in questa lettera la speranza che si possa ben presto tornare a festeggiare insieme – ridacci il nostro essere  crudi e vivi,  ridacci la nostra città che gioisce, che si rallegra, che si veste a festa. E vabbè saltiamo un’altra festa, ma noi che ti portiamo nel cuore sempre, da sempre e abbiamo tanta fiducia in te” – hanno concluso.

Alle loro parole fanno eco quelle di Raffaella, mamma e nonna di 64 anni che sin da quando era piccola non ha mai perso una giornata di celebrazione dedicata al protettore dei baresi. “Caro San Nicola, questo è il secondo anno che non potremo celebrare come meriti la tua festa. La festa dei baresi. Mi piace in questa occasione ricordare il tuo messaggio che per la sua forza e visti i tempi bui in cui il mondo si trova è rivoluzionaria. La carità è il miracolo più grande che nasce dalla fede: prendersi cura degli altri, del prossimo in genere, a te sono attribuite tante opere di carità nei confronti dei bisognosi. Purtroppo molti dei tuoi insegnamenti sono andati perduti – scrive, proseguendo poi con alcune richieste nella speranza che vengano accolte.

“Vorrei chiederti un altro miracolo per celebrare la tua festa – prosegue Raffaella – ti chiedo di dare ai cittadini baresi senso civico, devono sentirsi irritati, infastiditi, ogni volta che sporcano e imbruttiscono la nostra splendida città, ti chiedo di dare ai politici che ci governano il senso della bellezza affinché smettano di continuare a rilasciare i permessi per cementificare il territorio. Ti chiedo di fare in modo che il tuo messaggio di prendersi cura degli altri diventi la priorità per tutti quelli che hanno fede in te. Forse ti ho spiazzato con queste richieste, visto il periodo ti aspettavi che ti chiedessi di mettere fine alla pandemia, ma la pandemia finirà come sono finite tutte le pandemie nella storia. Noi resteremo e dovremo convivere con quello che lasceremo ai nostri figli. Volevo dirtelo di persona, celebrando questa giornata come sempre, ma anche per quest’anno dovremo fare a meno dei festeggiamenti e del calore e dell’amore che questa città, così pronta ad accogliere gli altri, soprattutto grazie al tuo contributo, sa dare” – ha concluso.

Adesso, i baresi dovranno attendere il 2022 per celebrare, pandemia permettendo, la festa di San Nicola e vedere di nuovo, le strade della città popolarsi di cittadini e turisti pronti a festeggiare come di consueto.

 


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