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Ha solo 20 anni il barese che, nella giornata di ieri, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostante stupefacenti. Il giovane, residente nel quartiere Madonnella, si trovava nei pressi del campus universitario di via Orabona a bordo di una Fiat Panda in sosta, quando è stato avvicinato dai carabinieri e ha tentato di eludere i controlli. Dopo un breve inseguimento, i militari lo hanno fermato e perquisito, rinvenendo e sequestrando 12 dosi di cocaina, occultate nella leva del cambio e la somma contante di €50 ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio. La perquisizione domiciliare effettuata poco dopo ha permesso di rinvenire e sequestrare una dose da 1 grammo di marijuana occultata nella cappa della cucina.

Il pm di turno ha disposto gli arresti domiciliari per il giovane, in attesa del rito direttissimo. La sostanza stupefacente, all’esito delle analisi di laboratorio, verrà depositata presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Bari, mentre il denaro sarà versato su libretto giudiziario intestato al F.U.G.

Nella stessa giornata di ieri, nel quartiere Japigia di Bari, una pattuglia dei carabinieri ha tratto, poi, in arresto un 25enne barese, già noto alle forze di polizia, per detenzione ai fini di spaccio di droga. I militari, transitando in questa via Eraclide, hanno notato il giovane a bordo di una Opel Corsa che, alla vista dei militari, tentava di eludere un possibile controllo. Fermato, i militari hanno effettuato una perquisizione e hanno sequestrando 10 dosi di cocaina e la somma contante di €565 ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio. Sottoposto agli arresti domiciliari, il giovane è in attesa del rito direttissimo.

In serata, invece, un 55enne del quartiere Madonnella, sottoposto agli arresti domiciliari, è evaso per presentarsi presso la stazione dei carabinieri di Bari scalo, in via Tanzi. Il pregiudicato, che si era reso autore di un analogo episodio lo scorso 15 giugno, è stato tratto in arresto in flagranza di reato e associato presso il carcere di Trani: alla base del gesto la difficile convivenza forzata con i propri congiunti.


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