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Ciò che si nota avvicinandosi alla Fiera del Levante di Bari è la totale assenza di manutenzione. Almeno da un anno, dall’edizione 2020. Poi la campionaria simbolo della vocazione commerciale della città è rimasta desolatamente vuota per la prima volta in 75 anni. E non mancano le incognite anche sulla programmazione del 2022.

Senza la cura di stand, strade e verde il futuro appare ancora più incerto. Il tour della desolazione parte dell’esterno, dove c’era la catena internazionale di Eataly adesso si contano muri rotti, transenne malandate, danni lasciati dai vandali.

All’interno la percezione di degrado è ancora più evidente. Dal varco monumentale ci si imbatte da un lato al padiglione ristrutturato per le vaccinazioni Asl e l’ospedale Covid ultramoderno. Poco distante il cineporto, il distaccamento del palazzo di giustizia, un museo della birra con relativo bistrot.

Tutt’intorno solo i segni del vuoto. Enormi strutture impolverate, in alcuni casi persino con le porte rotte e tenute chiuse col fil di ferro. Passeggiando per i viali un tempo animati dai visitatori dalla provincia e da fuori regione, anche le chiome degli alberi sembrano fuori controllo. Cresciute senza alcun tipo di cura, lentamente i rami toccano il selciato. Anche la fontana, altro storico punto di ritrovo, è vuota, ovviamente fuori uso. Oggi è un ricettacolo per i rifiuti.


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