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“Un passo concreto verso la tutela dell’ambiente e verso il ripristino delle regole. Ora si lavori per sostenere la raccolta porta a porta e l’economia circolare. Nel solco di una concreta sostenibilità ambientale”. E’ quanto dichiarato dalla senatriche e capogruppo della commissione Ambiente del M5S, Patty L’Abbate, commentanto la notizia dello stop all’inceneritore della zona industriale, tra Bari e Modugno.

“Sin dall’inizio della legislatura e precisamente nell’agosto del 2018 – ha proseguito – io e altri senatori con un’apposita interrogazione al ministro all’Ambiente ponemmo dei seri dubbi sulla fattibilità del progetto, evidenziandone le criticità sia sulla tenuta ambientale del territorio sia sulla produzione di cosiddette “perle vetrose” che, a nostro avviso, dovevano ancora essere considerate rifiuti” – ha sottolineato specificando che quell’impianto “inoltre avrebbe bruciato 117mila tonnellate di rifiuti all’anno, ben oltre i dati regionali e paradossalmente in un’area dell’Aro 2 dove i territori hanno tra le migliori performance sulla raccolta differenziata”.

Sempre in base alla stessa interrogazione la stessa sottolineva “che l’ubicazione scelta per l’impianto ricadeva in una “Zona C”, cioè in una zona che secondo il piano regionale sulla qualità dell’aria deve essere soggetta a risanamento. Insomma, una serie di evidenti contraddizioni che per fortuna vengono messe nero su bianco da una sentenza della giustizia amministrativa che dà sollievo alle comunità e alle associazioni ambientaliste” – ha concluso. Ma lo stop all’inceneritore, da solo, non basta a lavorare per il futuro dell’ambiente cittadino. Adesso, sottolinea infine l’Abbate “bisogna spingere su raccolta differenziata ed economia circolare”.

Foto repertorio


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