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“Ore 8.20. Prima telefonata in entrata: dipartimento di prevenzione”. Inizia così una mattinata di fine gennaio nel pieno della quarta ondata per Patrizia Rossini, dirigente dell’istituto comprensivo Japigia1-Verga di Bari. “Tutti i giorni facciamo questo e i dirigenti scolastici sono allo stremo, lo si legge nelle chat”.

Nella città metropolitana di Bari, infatti, è cresciuto ancora il numero di casi positivi riscontrati dalla Asl in ambito scolastico. Secondo la sorveglianza sanitaria dell’Epidemic intelligence center, sono emerse 952 nuove positività negli ultimi sette giorni, 185 in più rispetto alle 767 della settimana scorsa.

“Quando ci chiama l’Asl sono contenta, ci garantisce una maggiore tranquillità – continua la preside Patrizia Rossini – ma nella maggior parte dei casi, tra contagi e classi in quarantena, siamo noi purtroppo a dover definire i tempi e le modalità di rientro alle famiglie. Questo non va mai bene, non siamo dei medici”.

In alcuni casi i genitori non restituiscono i referti e la documentazione post quarantena, in altri si attengono a leggi obsolete e magari superate da poche ore dal governo o dal ministero dell’Istruzione. In altre parole, un caos quotidiano tra polemiche e rimostranze. “Quasi ogni giorno c’è una circolare, le studiamo fino a tarda sera per adeguare i nostri provvedimenti”, conclude la preside Rossini.

I casi scolastici aggiornati al 24 gennaio su Bari – 429 nelle scuole primarie, (392 alunni e 37 personale scolastico), 205 nelle scuole secondarie di secondo grado (204 alunni e 1 personale scolastico), 175 nelle scuole primarie di secondo grado (163 alunni e 12 personale scolastico), e infine 143 nelle scuole dell’infanzia (127 alunni e 16 personale scolastico).

La campagna vaccinale finora – con oltre 48mila somministrazioni eseguite dal 16 dicembre in poi – ha assicurato una ottima percentuale di copertura con prima dose nella fascia di età 5-11 anni pari al 49% in provincia e al 53% a Bari città. Mentre nel target 12-19 anni il 95% è coperto con prima dose in tutta la provincia, e addirittura il 98 per cento a Bari città.

 

 


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